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Sunday, 16 March 2014

"Why Do You Knit?", a short-movie/long-trip (by one me ago)



I thank my friend Masha for insisting on making me subtitle my old short movie Perché lavori ai ferri?.

I made this raving, paranoic film more than four years ago, for an experimental course of my Bachelor in Media Design and Multimedial Arts; this very interesting course was named Theater, Real, Reality. I was already late and I had to hurry up, so many things aren't well done. Above all, now I hear different calls, so this film doesn't tell anymore what I feel I want to share.
Still, I think I never made anymore something good like that, in movies: the direction, the editing, was terribly fitting the idea – and I sincerely think there is "something extra". Because of the duende and because that time I probably made it to reach one of the effect I mostly care in cinema: that thing someone calls "Psychorealism".
I think there is "something extra" also because of not a few people telling me they did find much of themselves in it.
I want to thank them too, their feedbacks have been very important to me, to understand what I had done and what I could do, especially in that period of my life, so insecure.
All this, though, happened within the Italian language, so now I'm very curious to see if this video can create any similar reactions also subtitled in English, to not Italian speakers; it will be a little challenging – so, please, feel free to comment or write to me…

Well. Enjoy.
(But not too much.)









By the way, smiles, yarns and strangers are still among my favourite elements.
…As one can tell by the previous post, after all.

Monday, 25 June 2012

Moustache Prawn, "Biscuits"

We're ready to let you taste our Biscuits!

backcover and cover of the booklet

Biscuits is the first album by Moustache Prawn (with my artwork).
Since today, you can finally watch the awesome videoclip Never Think So Long in preview only for Rolling Stone, created by Gianvito Cofano and Alberto Mocellin (here the beautiful and funny backstage by Annalaura Tamburrini). The idea of the man-biscuit (quel povero Uomo Biscotto!) is something born from their heads and I've only developed this cool concept with my drawings, so you can follow all this weird story just on the videoclip.

I'm also glad to recommend you this review on Il blog dell'Alligatore, commenti inclusi, perché ci sta pure un'intervista valida e davvero particolare, poiché l'Alligatore adotta questo metodo veramente carino di intervistare i musici di turno commento dopo commento, per l'appunto, ma proprio come si fosse in chat. Facciamo che la leggete e capite.

And then here there's a really nice live at radio Controradio con un'altra figherrima intervista in which you can ascoltare che razza di accentaccio super pugliese si ritrovano i nostri cari musici. (A proposito, cari Mustacci, io ne approfitto per ringraziarvi per le sweet words che infilate sui miei lavori e vi mando un baciopensiero a testa, naturalmente in chiave rigorosamente psichedelica e lo-fi con allegato brindisi ai Neutral Milk Hotel ― perché sì. Complimenti anche per l'impegno e successo impari per esservi ricordati il mio nomecognome, cosa che avviene di rado. Aggiungo un altro brindisi random 'ché non fa mai male, all'incirca-meno-ora.)
E già che ci sono, ribadisco ciò già sollecitato giorni addietro: votate questi fanciulli per lo Sziget, suvvia!

Last but not least, let's visit my loved blog Vecchia Moleskine by Dorotea Pace, she has also wrote something about all this project (and better then me, lei ci mette sempre pocomasicuro tutte le sue belle viscere fritte nella luce e mi fa venire voglia ogni voglia ogni volta di mangiare le parole e guardarle come pietre preziose, oppure farci una collana lunghissima da usare come fune per andare da una parte all'altra del burrone, quando il ponte di legno cede e vedi che l'ultima asse è caduta ma non senti il rumore).

(Riguardo gli schizofrenici cambi di lingua, siamo in ambito Moustache Prawn, quindi ogni twist mentale è benvenuto, suppongo. O no? 
Oltre al fatto che, a prescindere dai singoli post e dai cari Mustacci, siamo in ambito pesci volanti, quindi siete tutti invitati a non pretendere troppa logica. Questo non è Lombok, è peggio! Quite meglio!
Rotoliamo dagli argini.)


PS. If you want take a look inside the packaging to the disc, go here and here, there's something fuckin' silly and geniaal by Ronny Gigante, the bass player.

Thursday, 14 June 2012

Moustache Prawn, the cooks of the Biscuits

These three guys are Giancarlo Latartara, Leo Ostuni and Ronny Gigante, by my hand.


They are a drummer, a lead singer and guitarist and a bass player.
The weird band in which they play is called Moustache Prawn (yes, in the site you can recognize my bungler hand again).

This post is my last bite (here and here the others) before the publication of Biscuits, their first album in which you can see these portrait just in the middle, together with all the rest of my artwork.
Hey, now we're very closed to the date: 25th june!
In the while, you can taste something really special: the promo video Pullover, created by Gianvito Cofano and Alberto Mocellin (two men that you've to follow, I can't stop to repeat it 'cause they're two damned indefatigable talents). There're also some funny and nice photos from the backstage, by Annalaura Tamburrini.

I'm really gonna believing in these project, so, c'mon everybody, take a look to the stuff of this band and, above all, help us with a special dream: a stage in Sziget 2012! Vote is fuckin' easy, you've just to research their name. ;)

I would also point out a pair of very good new reviews, on MUSICLETTER.it and on Rockerilla:



Enjoy our abzurd pastry, folks!

Wednesday, 22 February 2012

Quasi biscotti

Anziché lasciarli solo impolverire sulla mia scrivania, vi mostro alcuni dei rapidissimi sketch per il disco dei Moustache Prawn. Ci si sta impiegando un po' più del previsto, a preparare tutto, ma è per via di varie buone news che non anticipo, perché non so bene cosa è top secrets e cosa sia già gloria pubblica.
Vi dico solo che questi tre fanciulli sono proprio in gamba, che sono onorata di lavorare con loro, che la loro musica mi piace un sacco e che siamo contenti che Rockit stia dando loro una bella visibilità (beccatevi l'intervista, oltre i brani in streaming).







La somiglianza della tipa con me stessa aveva un senso che poi non ha più sensato. Infatti la cover finale non è tra queste. Per la cronaca.


Vi dico anche che parlo in prima plurale ("siamo contenti") perché a dare immagini a questi rockers ci sono in primis i miei smilzi di fiducia, ossia Alberto Mocellin e Gianvito Cofano, che hanno confezionato un videoclip paurosamente bello e brillante, con una canzone che io mi sono tenuta lungamente in loop. Lo vorrete passare a tutti i vostri amici perché è troppo fico, ecco. Però non lo potete ancora vedere. Ma potete vedere un'altra cosa, se vi va, ossia il brutto muso di Gianvito fotografato da me, quand'è venuto a trovarmi un mese fa.

 
(John, Al: la crema alla nocciola! Comprate la crema alla nocciola!)

Wednesday, 23 November 2011

Moustache Prawn su Rockit



Beccatevi i Moustache Prawn su Rockit, con il loro nuovo album, Biscuits. Gli faccio un gran in bocca al lupo tramite la mia Bimba Narratrice (ossia la mia sartina che si è volentieri prestata come loro artwork). Sto macinando i loro pezzi in modo decisamente ostinato e soddisfatto. Yeah.

La collaborazione con loro continuerà, sentirete ancora parlare dei Moustache Prawn, anche perché mi sono giunti alle orecchie tramite quei due adorabili disgraziati di Alberto Mocellin e Gianvito Cofano che stanno lavorando ai loro videoclip. A proposito, i miei due preferiti no-stop-video-guys sono incontenibili e, ultimamente, hanno sfornato Lei per gli Io Ho Sempre Voglia, genial superfigo sia per brano che per video (tant'è che sono finalisti del Premio Italiano Videoclip Indipendente del MEI).

Rock on!
Eta

Wednesday, 22 June 2011

Vorrei essere così - Pì!


Ogni tanto trovo un regalino di Beto nella mia casella e-mail. Foto sue fatte con me davanti (sempre da quel giorno di marzo, quel giorno fantastico, assieme ad Abo, Gianvito, a Beto e alla sua amata Ribbon). Dice che sono io. Sì, sono io, ma io dico che sono io come vorrei essere: in bianco e nero e con questo volto bianco. Vorrei che il mio amato soprabito invernale fosse agganciato alle mie articolazioni, vorrei essere sempre persa in altro (come sembra qui).
Grazie, Betù, per raccontarmi quest'altra me...

Già che ci sono, ricordo a tutti che
con live di L'Idiota.

Andateci per me, vi prego.
E, se volete, leggetevi l'intervistina nuova a questa coppia meravigliosa, Grovigli di nervi in fotografia, che ha il titolo più piùoso che si può.

Wednesday, 25 May 2011

Lividi /// Cosmo


Lo spettacolo anzi tutto!
Con pioggia, neve, sole o vento, lo spettacolo anzi tutto! 
Cosmo Brown
in Cantando sotto la pioggia

Sunday, 22 May 2011

"Candyman"

Altro regalo per i vostri sensi firmato Alberto Mocellin e Gianvito Cofano: un video sul brano Candyman dei Quintorigo. Non solo mi piace da matti, con questo gusto e questo stile mi hanno perfino stupita. O meglio: che hanno gusto e stile lo so da sempre, ma questa direzione non me l'aspettavo. Bravi bravi bravi. Goduria (prendetevala a schermo intero, fidatevi!).



Anche per questo post ho un disegnino mio, che è il ritratto che feci dal vivo al violoncellista, Gionata Costa. Ritrassi anche gli altri Quintorigo, in due live diversi (qui eravamo al Leoncavallo); forse prossimamente pubblico anche il resto, ma non ricordo bene cosa mi è rimasto. Questo, per esempio, l'ho regalato a lui.

Saturday, 21 May 2011

MOZZICONI /// (Ma guarda quei due...)

{Scusate, metto un momento da parte lo strascico di post Gabbia per una cosa che qui sul blog rimando da mesi. Con Gabbia torno subito, comunque. Aprite bene le orecchie, perché è una cosa molto importante e di cui parlerò ancora per molti mesi...}



Ci sono Alberto e Gianvito. Alberto Mocellin e Gianvito Cofano, per la precisione. Sono due magracci capelluti con cui ho fatto mille cose che qui sul blog ho nominato un mucchio di volte, perché sono rispettivamente il mio ragazzo e poi quest'altro fanciullo a cui io e Alberto vogliamo un mucchio di bene. Ci siamo conosciuti in Naba tutti e tre, frequentando lo stesso anno e lo stesso corso (Media Design e Arti Multimediali), del quale ormai siamo agli sgoccioli, ossia praticamente nella temibile fase tesi. La fase tesi, mannaggia. Io in questi ultimi mesi sono un poco impazzita con altri progetti e solo ora, piano piano, sto riprendendo contatto con la realtà (what the fuck?!)... Loro, invece, quei due stronzi bastardi impenitenti, è dal primo anno che di tanto in tanto me li vedo perdersi a vaneggiare su... un lungometraggio. Un lungometraggio come progetto di tesi. Ebbene sì. Ma avete idea di che noia pazzesca è stata sentirmeli sparare un'idea strampalata dopo l'altra?! Due scemi con la testa tra le nuvole che ogni due per tre si mettevano a mettere castelli in aria. E poi li distruggevano, eh! Mica ne hanno cominciato uno belli tranquilli e hanno continuato quello! A ottobre, novembre, o quando fu, addirittura, al mio cuoricino fecero pure un bello scherzone: avevano scritto un soggetto meraviglioso, con delle idee registiche che mi facevano proprio fiorire il cuore e con dei personaggi di cui mi ero innamorata subito. Poi niente. Basta. Morti. Idea impiccata in un cassetto e via con un'altra. Perché questi due cretini hanno pure le gran palle di autokritikarsi senza scrupoli, se è il caso, cancellare tutto e ricominciare. Oh, io non so se sono capace con quella fermezza. Be', insomma, adesso, però, da cancellare non c'è più niente, perché finalmente hanno avuto l'idea giusta e sono ben oltre quella fase dalla quale si torna indietro come se niente fosse...: sono in pre-produzione avanzata, la sceneggiatura è quasi finita e stanno arruolando carne per la troupe (qui gli annunci casting e crew!). Gireranno in Puglia, quest'agosto. E il progetto che stanno stendendo, bestioline mie care, è un-progetto-della-madonna. Li stimo. Di più: sono Fiera. Ieri sera è stato stupendo, perché per la prima volta anche io ho "immaginato" il film. In teoria, dovevo averlo fatto molto tempo fa, quando i miei prodi magri pubblicarono il teaser. Ma ieri sera Gianvito mi ha letto la scena più ciccia. Con i dialogacci. Che dialoghi, gente. Per non parlarvi delle idee filmiche. Ma infatti non ve ne parlo, perché non sta certo a me e certamente non adesso. Intanto godetevi 'sto teaser (più sotto) e, soprattutto, andatevene sul loro blog (linkato in alto), perché, per la mia gioia, hanno scelto di raccontare la loro avventura mano a mano... Ancora non scrivono spesso, ma se incominciate anche voi a rompere un po' per sapere le novità, me li aiutate a capire meglio che è interessantissimo seguire la produzione di un lungometraggio (!) indipendente (!) italiano (!) (tre parole che qualcuno pensa non possano stare assieme...).


E adesso che vi siete leccati le dita, veniamo ai fatti.
Lo sapete cos'è Indie Go Go? Indie Go Go è un sito fichissimo. Ci carichi e proponi e presenti il tuo progetto indipendente e raccogli cash dagli altri utenti che decidono di aiutarti. Sì. Così. Fine. Be', poi le brave creature che ti hanno finanziato possono essere ringraziate, certo, per esempio nei titoli di coda. Ma non c'è nient'altro di complesso. Bene, Mozziconi è su Indie Go Go. Aiutateci a fare tam tam. 'Chè 'sti due giovini spaccano e dei talenti del genere (ora parlo da "adulta") sono un tesoro, per la società, e vanno coltivati. Perché spaccano. Spaccano. Spaccano. Io l'ho detto. Teneteli d'occhio.

AL
 JOHN

(...Giusto perché siamo sul mio blog e devo sempre fare la protagonista der cazzo, questi erano due ritrattini (due dei tantissimi) che ho fatto di loro...)

Ah, dimenticavo, è il 21 maggio: auguri, Gianvito, brutto scemo. Smack.

Tuesday, 1 February 2011

Le basi dell'Aria esplosa


Io venero come l'azzurro e il bianco della doccia bagnino la sua pelle rosea.

Monday, 31 January 2011

Creatura fotosensibile


Image and video hosting by TinyPic

Questo divertissement è valso la pena anche solo per vedere la reazione del mio ragazzo di fronte alla .gif che lo ritrae:
- Ma è un ologramma!!!

...Impagabile, specie essendo lui un tipo che, teoricamente, sa usare "il computer" molto meglio di me! Hihihi! ♥


Anyway, in realtà questo giochino è un po' più di un divertissement: tutti cambiano a seconda della luce, ovviamente, ma in lui vedo qualcosa di totalmente inspiegabile...

Tuesday, 11 January 2011

Casina


Adoro la mia casina.

È davvero una casina - piccinapiccina! - ma l'adoro.
La fotograferei all'infinito.
Adoro le sue luci, adoro gli oggettini di cui l'abbiamo disseminata, quelli futili e quelli necessari, anche i più banali.

La gente che la vive è bislacca.
Adoro anche quella.


E tanto per essere in vena poco smelensa, adoro perfino quel lenzuolo di Milano dove si trova, anche se ancora non lo conosco abbastanza bene...

Potrò dire di conoscerlo bene solo quando ne avrò consumato i marciapiedi a dovere e rigorosamente in mood serendipity random dérive. (Piacere che mi sono già presa, ma non abbastanza.
(A volte bisogna prendersi due ora per stendersi in un prato, come dice la vecchia saggia di Scrubs...))


A ogni modo, fino a giugno la sottoscritta deve darci dentro con le lezioni (ormai sono all'ultimo anno). A febbraio, per altro, sessione di esami pesante: mi dichiaro ufficialmente offline, da... ORA! (Ovviamente è una balla improponibile, ma, sapete... si chiama "placebo"...) In totale, meglio che preferisca la casina alle dérive ancora per un po'... :-/

Thursday, 16 December 2010

Disegnino al miele


Io credo di non sapere chi sia il mio ragazzo, in realtà.
So solo che mi combina un sacco di magie e che gli escono i fiori dalle palpebre.

Friday, 3 December 2010

CREMONAPALLOZA ROCK FEST 2010 /// Fortuna del dover fare una cosa che volevo fare. (O anche: prolisso turbinio mentale che potete risparmiarvi)

Il 20 agosto finalmente mi ero sfamata, dopo mesi che implodevo per astinenza da concerti massacranti. Massacrarmi ai concerti ritualmente, ogni tanto mi serve. Lo dovrei fare molto più spesso.


Il 20 agosto ero alla festa di Radio Onda d'Urto con Kia, Sdrof, mio cugggino McA, quell'improponibile personaggio che è Gene e le mie superga di sottomarca lì lì con la tela per staccarsi dalla suola (per un concerto-massacro, non è la divisa migliore...).

Quando siamo arrivati, gli Zu.
Grazie, oh Caos: uno sturacesso-per-la-mia-pappa-cerebrale: freneticamente gli Zu mi aspirano i neuro-rifiuti e ridistribuiscono rabbia sana.
Vedere le carni dei musici nel preciso atto di creare quei suoni è appagante. Appagante vedere la causa-effetto del gesto-audio. Appagante vederne la vividicità sfacciata. Appagante, poi, crogiolarmi in quei pezzi strumentali che tirererebbero andata e ritorno fino agli inferi, da tanto mi prendono e prendono. Queste cose mi strappano sempre un sorriso, perché ho un background progressive rock e le ripicche strumentali mi fanno sempre simpatia.
A tratti, mi concedo il lusso di perdermi lo show e chiudere gli occhi. Apro la diga percettiva e mi guadagno rapidamente visioni a profusione. Immagino tantissimo. Poi, egomaniacalmente, ridicolmente, mi vedo pure scongiurare gli stessi Zu («Vi prego, posso farvi un videoclip in animazione?»). Naturalmente muore lì, non-ho-tempo... Il potere di immaginare sempre è - vecchia storia - in bilico costante tra incommensurabile dono e perenne condanna (di non poter realizzare tutto o di realizzare almeno la selezionata fetta).
Insomma, muoio un paio di volte, in estasi.

Still.

Reset.

Chiacchiere casuali.

Ora aspettiamo Il Teatro degli Orrori.
Finalmente li vedo.
Imperdonabile che non li avessi mai visti.

Nell'attesa mandano gli Arcade Fire, perché sullo schermone Pierpaolo Capovilla racconta in intervista che sono il gruppo che ascolta di più ultimamente. Meraviglioso: mi esalta la contrapposizione/matrimonio tra due gruppi così differenti, mi esalta che io li ami tantissimo entrambi. Sul nostro posticino - un'umile ma degna quarta fila laterale - io perdo ripetutamente cognizione (come direbbe mio cugggino): i pezzi degli Arcade Fire, solo per il fatto di sentirli ad alto volume, mi gasano inverosimilmente. Per altro, dieci giorni dopo li avrei visti dal vivo, quindi l'impazienza rasenteva la mia soglia di tolleranza neurologica.
Bene.

Il Teatro arriva.

Dopo che sia Gene che McA si disciolgono nel cuore del pubblico, anche io cedo all'egoistico istinto di introfularmi il più avanti e centrale che riesco. Riesco pure egregiamente, ma è ovvio che il pogo non lascia nessuno dov'è. Quindi ci riesco un po', poi vengo digerita in fondissimo, poi riemergo in prima fila, lotto, perdo, mi lascio andare, navigo. Adoro, nel pogo, fare il morto. Come al mare. Quando fai il morto al mare, del mare ti fidi. Acqua salata negli occhi e magari nel naso sono inezie che non pesano affatto, rispetto all'inspiegabile trance in cui puoi cadere. Ecco, di certi particolari poghi, io senti di fidarmi come mi fido delle onde. Quello era uno di quei poghi. Quindi lascio che le mie periferiche fisiche vengano strizzate e tirate dai moti circostanti - capelli sotto le ascelle di quello dieci file in là, culo che passa nei posti peggiori, borsa a tracolla che si incastra ovunque. Gli occhi sono l'unica cosa che resta: due biglie che lancio contro il palco e dal quale non si staccano mai; nemmeno quando odio il mio misero metro e sessantaboh e non vedo più niente: gli occhi scavano continuamente in cerca dei generatori di suono, ossia quei cinque figuri con queste fisionomie improponibili che mi stanno supremamente estraendo il cemento dalle arterie. L'esercizio è il seguente: essere tutto. Non riesco più a rintracciarla, ma c'è una citazione di qualcuno riguardo Andrea Pazienza in cui si dice che Andrea era tutto: una volta, l'amico con cui era in macchina Andrea, investì un riccio: Andrea fu i pneumatici, fu il riccio e fu la strada. É questo che bisogna fare, sempre. Se si disegna, bisogna farlo necessariamente. Ai concerti, specie ai concerti-massacro, faccio di tutto per essere tutto ancor più del solito. Anche per questo adoro quei merdosi poghi sudati: quella puzza liquida amalgama tutti e, anche se ci stiamo pestando un po', tendiamo tutti verso le stesse vibrazioni. Lo adoro. Non accade in tutti i poghi, beninteso. Ma quando accade, è sacro. Naturalmente, io cercavo di essere anche Il Teatro degli Orrori. Così, la mia abitudinaria combo di carnet-penna mi mancava da pazzi: volevo disegnare. Ma, ecco, quello nel pogo non posso farlo: a disegnare, in un pogo vero e forte, non ci sono ancora riuscita (al massimo nella pressa, ma quella semi-ferma). Ma, almeno mentalmente, era inevitabile che li ritraessi, Pierpaolo Capovilla, Nicola Manzan, Tommaso Mantelli, Franz Valente e Gionata Mirai.
Disegnarli una volta a casa non sarebbe stato infattibile, ma, tra-una-cosa-e-l'altra, non l'ho mai fatto...
"Doveva arrivare McA a dirmi che il Cremonapalloza Rock Fest 2010 sarebbe stato con Il Teatro degli Orrori" - e doveva chiedermi di realizzare la locandina! E doveva suggerirmi espressamente di provare a ritrarli!


...Avrò accettato?







IL TEATRO DEGLI ORRORI

Valéry Larbaud

Low Life Foundation

DJ Vicious Moustache

Venerdì 17 dicembre 2010
Fillmore - Cortemaggiore (PC)
12 € - Apertura porte ore 21:00



La sesta edizione dell'annuale festa rock di Cremonapalloza si preannuncia incendiaria, grazie alla disponibilità dei ragazzi del Fillmore e alla presenza di uno dei migliori gruppi italiani del momento, Il Teatro Degli Orrori, che con i suoi due dischi, Dell'Impero Delle Tenebre e A Sangue Freddo, ha già lasciato un segno indelebile nel rock di casa nostra degli anni Duemila.
Sul palco principale, prima di Pierpaolo Capovilla e compagni, suoneranno i cremonesi Valéry Larbaud, il cui futuro prossimo è legato alla figura di Gionata Mirai, chitarrista de Il Teatro Degli Orrori.
In apertura, le canzoni elettroacustiche dei cremonesi Low Life Foundation daranno il via alla serata.
Tra un live set e l'altro, e dopo il concerto, selezione rock a cura di DJ Vicious Moustache.

Venite a festeggiare un altro anno di/con Cremonapalloza!

Rock on!



NB: L'impaginazione grafica è feat. McA.
A McA non gliene frega niente che lo specifichi, mapperò quel che è vero è vero.



Infine, sento di dover fare una cosina...

RINGRAZIAMENTI-MANCO-FOSSE-UN-FILM A:

- McA, Cremonapalloza e al Fillmore per avermi dato quest'opportunità

- Al Papatix Mocellin, per i pareri e la pazienza, per la pazienza e i pareri

- Johnny Cofano, per i sostanziosi suggerimenti sulla composizione

- Scribius Occasione Fraggy, per l'idea di bucare gli occhi a tutti


P.S. L'animazione immaginata per gli Zu, invece, vediamo se ci riesco nella prossima vita. Peccato che abbia già preso svariati impegni come iguana gigante sotterranea...
Ah, le superga di sottomarca in tela alla fine si sono sbragate del tutto e il mio alluce destro aveva formato un livido sanguinoso figo (che però è sparito la mattina dopo, troppo presto per fotografarlo come mio solito...).

Monday, 11 October 2010

HOLY SHIT [o anche: "non riesco a contenermi in una persona sola"]

Tutto è troppo troppo.
L'unica soluzione sarebbe impazzire, o ridere sempre.




Questo disegnuzzo ritrovato l'altro dì e partorito a due avec mon fiancée Abo un anno e mezzo fa, lo dedico seduta stante a Lara Piccirillo*, signorina che passò nobilmente l'infanzia a gambe all'aria. Così fan fare le mamme, quando scende la pressione:
- A gambe all'aria!


* Il minimo, dopo che mi hai fatto scoprire The XX e Avi Buffalo!
♥

Sunday, 3 October 2010

Mi piace farlo in due

Mentre il booktrailer de L'eroe dei due mari continua a diffondersi e Giuliano si gode questo momento particolarmente gioioso, io torno alle mille cose che ho in ballo.

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Fuggo verso me

Queste foto ritraggono Camilla Bruneri, aka Cienfuegos, come la soprannominai io tanto tanto tanto tempo fa, quando io e lei condividevamo i primissimi esperimenti fotografici e ci usavamo reciprocamente come modelle. Averla ancora davanti l'obiettivo è stato bellissimo, oltre che un po' nostalgico...

Le avevo chiesto di posare per inserirla in un progetto fotografico del quale avevo già accennato, ma queste immagini sono degli extra nati da lei: forse riuscirà a pubblicare prossimamente il suo primo libro - cosa che le auguro con tutto il mio cuore - e in quel caso ci teneva ad avere una mia foto com copertina.
Dopo una simile lusinga, non posso che sperare di essere stata all'altezza.

La Mia Direzione

Riemersione

Troppo lontana, troppo vicina

Terribilmente limpida, terribilmente controversa

Se c'è una cosa che amo del navigare tra diversi mezzi di comunicazione è il modo in cui ogni volta cambiano certi aspetti creativi. Se il disegno può essere la via più solitaria e individualistica, per esempio, il video ovviamente è l'opposto. E in ogni modalità, naturalmente, ci sono pro e contro.
Ecco, di un set di foto come queste non posso non amare il modo in cui sono nate in due.
Grazie, Cami.

Thursday, 30 September 2010

L'eroe dei due mari

Ed eccolo!

L'eroe dei due mari di Giuliano Pavone, edito da Marsilio Editori:

booktrailer




Crew:

scritto e diretto da
Gianvito Cofano
Eleonora Eta Liparoti

direttore della fotografia
Alberto Mocellin

regia II unità
Filippo Leoni

operatore
Michele Bucci

tecnico audio
Riccardo Casiccia

fonico
Ludovica De Feo

location manager
Michele Bucci

montaggio e postproduzione
Brain Socket Studio
Federica Intelisano

aiuto speciale
Giuliano Pavone

Monday, 27 September 2010

L'eroe dei due mari /// "Pericolosamente sbilanciati verso la follia"

Di solito io e il signor Gianvito Cofano battibecchiamo sempre, su tutto, soprattutto su ciò che ci appassiona di più, quindi figuriamoci sul video, dato che sia io che lui studiamo Media Design in Naba, per cui tutto ciò che è audiovisivo o implica un atto creativo calamita i nostri cervelletti...
Perciò è stata un'enorme sorpresa - un po' soddisfazione un po'... vergogna (hihi) - quando abbiamo scoperto che sia io che lui avevamo avuto praticamente la stessa idea per il booktrailer che c'era da realizzare per un esame.

Il progetto si prospettava particolarmente interessante, perché si trattava di un lavoro con un team di compagni di corso piuttosto nutrito e soprattutto perché era una collaborazione con la Marsilio Editori.
Il libro proposto era L'eroe dei due mari, di Giuliano Pavone, che, curiosamente, è un libro che gode di un tam tam di passaparola che l'ha reso caso editoriale ancor prima di essere pubblicato.

Ora le riprese sono finite da un po' di giorni e ormai a darsi da fare sono principalmente i ragazzi della post produzione.

Riccardo Casiccia, preziosissimo aiuto, quando non era impegnato sul set come fonico, attore o Sacro-Jolly-dio-ti-benedica, è riuscito pure a scattare un po' di foto di backstage (e badate ai titoli imbecilli che s'è tirato fuori!)


Questa foto, però, è di Ludovica De Feo, fonica e vittima sacrificale (il tonno avariato non è uno dei cibi più sani...).


Questi siamo Abo, io e John, il solito trio maldito.

Last but not least, un bel racconto di quest'avventura lo potete leggere da un'altra parte, in verità: proprio Giuliano, che ha intensamente collaborato con noi, ha scritto un post molto divertente e simpatico su tutto il nostro hellzapoppin' di deliri da videomaker ventunenni...
Dice che siamo una troupe "pericolosamente sbilanciata verso la follia"... Ma noi siamo ancora convinti di essere i più sani di tutti! :P


...Aspettando l'uscita ufficiale, grazie a tutti ancora, anche qui, pubblicamente.

Tutte le persone che ci hanno aiutato e che hanno lavorato con noi sono tante, troppe, ma quando avremo il booktrailer ci saranno tutte. ;)


Uh, dimenticavo la chicca.
In un momento di panico (poi risolto), Alberto, il mio biondo nonché il nostro uomo-della-luce-direttore-della-fotografia, ha dovuto indossare la divisa da calciatore.
Ebbbene, non trovate sia la più bella ballerina mai vista in tutta la vostra vita??

Hihii!!! ♥

Saturday, 11 September 2010

Gara a chi spia di più.

Siamo i più sani

Fotine rubate a casa, al mio apparentemente sano ragazzo.


Il cotone su di te

Magro è bello, non ci posso fare niente

Intimo suburb sul Naviglio

Pure blonde young et en peu schieling malade

A qualcuno piace sgraziato!

Ma anche Abo ha furtivamente fotografato me (col portatile, eh...), mentre dormivo, devastata, oggi pomeriggio.
Diciamo che ero in modalità: - Non sto dormendo, lo giuro! Sto riflettendo! E HO LA BARBA, NON LA VEDETE?


Scusate, ma mi faceva troppo ridere, 'sta foto! :)


Ah, i miei disegnini degli Arcade Fire (postati questa settimana) li ho mandati anche ad ANIMAls (anche quest'estate raccolgono immagini dai carnet: grandi!). Laura Scarpa ha anche deciso che sono una streghetta! Sarà! XD

Wednesday, 1 September 2010

They saw me dancing and they told me to stop


Da tempo il mio biondo fiancé ha un soggetto in mente, ma per diversi motivi, alla fine, non ne ha più fatto niente. A me ha sempre divertito, perciò spero che, prima o poi, ne tragga un corto. Ma, nel frattempo, abbiamo sfruttato questa idea per adattarla a un machinima che dovevamo realizzare per un esame Naba.

Se non sapete cosa sono i machinima, non preoccupatevi, non in tantissimi li conoscono, anche se si stanno diffondendo sempre di più. In breve: abbiamo registrato lo schermo di una partita a un videogame (The Sims 3, che è il più comodo per questi scopi). Abbiamo realizzato i personaggi e li abbiamo guidati in modo da far fare loro ciò che ci serviva per la nostra storia e poi, semplicemente, siamo passati al montaggio.



Dato che sono una stupida, allego al post due disegni che illustrano come il mio intestino abbia subito un percorso morte-rinascita un po' parallelo a quello del nostro protagonistuccio...




Per altro in questi radiosi giorni di dolore, ho potuto scoprire che sono una vera mollaccia lamentosa e insopportabile. Mi chiedo come farò da vecchia, se dovrò vivere dipendente da tubicini e artificiali sostegni vitali. Ho scoperto che ho il terrore di come il mio corpo possa andare perdendo colpi. Credo sia parzialmente colpa di certi autori che mi hanno splendidamente deviato l'immaginario, tipo il signor Bukowski, ma soprattutto il signor Palahniuk, che mi ha costretto a rimuovere il suo Soffocare se non volevo diventare totalmente paranoica. Siamo una macchina che si distruggerà, siamo fragilissimi, moriremo, ma preferisco non saperlo. Oppure tatuarmi una foglia secca figlia del Barocco che sancisca finalmente la nostra caducità - per poi non pensarci mai più.
Bah.


Ah, dimenticavo, se vi sembro eccessivamente demenziale, scarico le responsabilità su uno che almeno ha un nome a difenderlo! :P
La cacca è una cosa seria.

Specie se temevo di non liberarmi in tempo per la magica giornata di domani, in cui vedrò a Bologna i miei adorati Arcade Fire (che come vedete infilo ovunque...)! Posso morire! :')