Showing posts with label Renato Florindi. Show all posts
Showing posts with label Renato Florindi. Show all posts

Sunday, 27 November 2011

MATRIOSKATTIVA continua!

Lo ricordo subito subito:

Matrioskattiva
è un'iniziativa di beneficenza,
 l'intero ricavato delle matrioske
andrà ai bambini di Černobyl'.

Quindi per una volta penso solo ai soldi: compratele, perdiana! Sono stupendissime! E poi si avvicina quel periodo là dove tutti impazziscono per fare regali e la soluzione arte + sociale è una delle trovate migliori. ;)
Il prezzo è abbordabile: l'offerta base è di 50 €.
Oltre alle matrioske, sono in vendita (sempre in beneficenza!) anche le illustrazioni appese alle parete, tra queste ce n'è anche una mia.


Per info più complete riguardo il progetto, vi rimando al post di Una Specie di Spazio.
Ricordatevi che ogni sabato e domenica, verso le 17, lo Spazio aprirà, circa fino alle 20, almeno fino al 15 dicembre.
Ma se siete interessati a visitare Matrioskattiva in altri momenti o ad acquistare qualcosa, non fatevi scrupoli e contattate i ragazzi dello Spazio: galleriadelcorso36@gmail.com

Ora vi lascio all'inaugurazione con il video e poi con le foto di Andrea Riboni (mentre qui potete vedere il catalogo e qui l'intero album di sabato scorso).


Da sinistra, illustrazioni di David C. Fragale, Renato Florindi e Greta Xella
La prima è mia, le due seguenti di Alessia Degani
Matrioskattiva di Anna Cigoli
Guardando le illustrazioni di Roberta Sacchi e Marina Brunetti

Friday, 18 November 2011

Cose fighe in Cremoska, oggi-domani o poi


(IO) SONO
video di Federico Fronterrè
inaugurazione 18 novembre 2011, ore 18:30
via Speciano, 4 - Cremona
Arci


Venite, c'è anche quel manichino qui sopra!
(Il mio intento è riuscire a farmi invitare a cena da lui)

Invece, qui sotto ci sono decine di matrioske (in vendita in beneficenza per i bambini di Černobyl'!). Sono una più bella dell'altra, quasi tutte di studenti di Brera, ognuna con una soluzione creativa particolarissima; esplorarle una a una e scoprire tutte le diverse vie con cui è stato affrontato lo stesso identico oggetto da questa sessantina di diversi artisti è davvero divertente. Alle pareti, inoltre, ci saranno anche molte illustrazioni (tra le quali una mia).
inaugurazione sabato 19 novembre 2011, ore 17
piazza Roma, 36 - Cremona



Thursday, 17 November 2011

Il trito cosciente cinguetta



Intanto un altro assaggio del nostro nuevo HF 03
(qui il download):


In ordine, estratti di:


Come mi diceva ieri McA (lui è nella ciurma del bel Lapisvedese!): «mettere insieme una rivista è una delle esperienze più fighe del mondo.»


Già che ci sono: anche io twitto (da circa un anno).
So che due terzi di voi (italians) non capisce di che si tratti o ne è quasi infastidito...
In realtà è una cosa molto easy e comoda e rapida (e a volte un piccolo sfogo), tutto qui. Ergo: why not?
Uh. E... no: non ha niente a che fare con Facebook.

Tuesday, 15 November 2011

HASHFANZINE n° 03 È USCITO!

Eccoci al terzo numero della nostra HASHFANZINE; da qui potete scaricarla e poi sfogliarla sul vostro bello schermo.


(E, se avete gustato il nostro piatto, darci una mano con un po' di sano tam tam!)

Sono veramente orgogliosa di questo numero. Ho l'entusiasmo di una zia col nipotino prediletto (la mamma è Greta), me lo apro e intanto, giusto per partire dai vestitini, sono felicissima di questo fanciullo tutto pulito e spazzolato e agghindato, con la grafica fichissima che ci sforna Rib. (che secondo me è la cugina maggiore - cosa dite di questo trip notturno, ragazze?). Poi mi gonfio il petto e gli occhi perché è pieno di gente talentuosissima, che sono contenta si sia fatta coinvolgere - dagli autori stranieri di cui spesso siamo originariamente "fan", fino agli amici in cui vediamo un sacco di talento che esige di essere mostrato.
Sono davvero felicissima per ogni nome.
Voglio prendermi lo spazio del mio blogghino per parlare di ciascuno di loro, rigorosamente nell'ordine della copertina...

Di Marco Tanca c'è una bella e lunga (e divertente) intervista, con una breve intro che sono felice di aver scritto; ci sono estratti dalla sua appena autoprodotta Una fiaba bizzarra e altre anteprime sui suoi progetti; soprattutto ci sono ben dieci tavole di fumetto (Ma racconta) che tirano a gioia il terzo HF.
(Riguardo Una fiaba bizzarra: è un oggetto prezioso, quindi contattate Marco e procuratevelo.)

David Chance Fragale ci ha scritto il primo articolo-non-intervista della little vita di HF, con tanto di illustrazioni. L'argomento ve lo lascio intuire dal bel gioco di parole del titolo: Amarcade. Il nerd bambino che è in noi gli onora un accorato "sniff" di gratitudine.

Jessica Dalva è un'autrice statunitense deliziosa che Greta ha intervistato e che ci ha conquistato con le sue piccole sculture (e le foto della sua felina, hehe). Le sue cose sono così belle che mi genarano quella sanissima invidia stimolante che fa venire mille idee.

Axel Torvenius è svedese, lavora come concept artist nel settore dei videogame ed anche lui ha delle sculture con qualcosa di magnetico, archetipico, nonché delle illustrazioni bellissime - gli sono veramente grata per aver accettato la nostra collaborazione!

Renato Florindi è stato un vero parto, perché per l'intervista ci appollaiammo in casa sua a farci una chiacchierata ciccionissima che non finiva più: trascriverla e "tradurlo" (Renato, I love Abruzzese, lo sai) è stata un'odissea, ma mi sono divertita come una lontra. A parte questa mia esperienza mistica, anche lui ci ha omaggiate con delle sculture (un po' l'eccezione ricorrente di questo HF 03), oltre che alle illustrazioni. Per il resto, quanto veneri visceralmente le sue cose non è un mistero.

Magdalena Wolan, polacca, era stata ospite intervistata nel nostro numero d'esordio e da ora contribuirà continuativamente con un'illustrazione. La seguo da (credo) un paio d'anni e ho sempre amato la sua elegante decadenza, inoltre è sempre attiva e veramente in gamba, quindi sono onoratissima di averla nella squadra!

GFT, statunitense, è mezzo matto, a quanto pare, quindi mi sta simpaticissimo. L'illustrazione con cui partecipa qui è sobria e piacevole, ma lasciate che vi suggerisca di farvi un giro tra le altre sue cose...

Be' Greta Xella ormai la nomino a ogni post ed è, appunto, la madrina stessa di HF, quindi basta! Invece non ce la faccio, ormai sono nel turbine espansivo, perciò mando dolcemente affanculo anche lei, che ogni disegno diventa più brava. Quello di questo numero è assordante, tanto è potente.

Parliamo di Rib., invece, che "è una fotografa", "è una grafica" e con questa scusa, ogni volta, si pone degli scrupoli quando invade il territorio dell'illustrazione. Ecco, guardate che cosa c'è di suo su HF. Roba da mettersi in ginocchio a pregare.

Totemica è "ormai" anche lei illustratrice fissa di HASH. L'opera che ci ha mandato questa volta è talmente superbamente figa che mi viene una gran voglia di diventare un pezzo di pixel anche io e farci l'amore o, in alternativa, di andare da Totemica e staccarle il collo. (Ciao Alice, ti voglio bene eh!)

Giulia Trincardi fa delle vignette micidiali, Binary, ma era anche così stupida da non essersene accorta. Le era sfuggito, a quanto pare. Fortunatamente l'abbiamo fatta rinsavire e ora le pubblica sulla nostra preztigiosissima rivista di alta classe! Vi prego, ammazzatevi dal ridere anche voi.

Ah ecco poi ci sono pure io che credo di potervi fare ridere. Be', io mi faccio ridere un sacco. In generale (...), ma in particolar modo con i miei Bibicidi (le strips). Ah, nel caso non l'abbiate ancora capito, lei si chiama Bibi e "-cidi" sta per "uccisioni" (da "cidium", come "omicidi", insomma). Quindi significherebbe le "uccisioni di Bibi". (Il tipo di cose che non dovrebbe svelare l'autore, I know, ma tanto ho il cervello pieno di stroopwafels...)

Infine Reuben Negron, statunitense anche lui; in questo numero è presente con uno schizzo, ma sembra che lo incontrerete ancora con roba ancora più succosa! L'ha chiamato Rib., che è sua amica di tastiera da anni e adora le sue cose - come darle torto?


Con questo per ora è tutto, se mai esisto "tutto".

Come si dice, "scusate se è poco".
E scusate anche se sono un carrarmato di euforia, ma se non ci crediamo noi, chi dovrebbe crederci?! Dopo tanto lavoro, vedere che è nato ed è sano e forte è la cosa più bella!

Ups, dimenticavo Leonì...
Leonì!

Ah, quella ragazzaccia...

Friday, 9 September 2011

Ho scoperto che ho il dono dell'ubiquità

Mentre io continuo a trascinarmi lo zaino sudato con Mac e hard disk per i Navigli e do esami su esami (sono all'ultima sessione prima della tesi! Tenere duro!), scopro che i miei disegni, insieme a quelli di Renato Florindi e di DCF, se ne vanno in giro "da soli" per Bologna...






...Chissà chi è stato! :]
(Thank you, my friend)

Wednesday, 20 July 2011

21/07/2011 /// Yōkai allo Zaist


DOMANI!



Disegno dal vivo a cura degli artisti di
UNA SPECIE DI SPAZIO:
Anna Cigoli, Alessia Degani,
Renato Skeletro379 Florindi,
Eleonora Eta Liparoti, Alice Totemica Seghetti
e Greta Xella.
A cura di David C. Fragale e Federico Fronterrè.
+ Ialira Donar, Vanessa Anzoni, Tamara Fragale

 More info here.

...Disegno collettivo dal vivo in arrivo!
Tema: yōkai.
Non vedo l'ora di vedere che esplosione di figure tireremo fuori tutti e sei insieme, holy fucking japanese shit!

...Per preparami alla creazione, finalmente mi sono vista Yōkai daisensō di Takashi Miike, altro film in cui c'è Chiaki Kuriyama, ossia la Gogo Yubari di Kill Bill, qui nelle vesti di Agi. (Aneddoto su una piccola coincidenza. In famiglia, mio cugino Ago è spesso chiamato Gogo. Sia lui che suo fratello McA che io amiamo Tarantino, per cui ci ha sempre fatto ridere che questa fanciulla con la mazza ferrata si chiamasse anche lei Gogo. Ora scopro che la stessa attrice, in Yōkai daisensō, interpreta, appunto, Agi, che ovviamente si pronuncia "Aghi" ed è un altro nome vicinissimo ad Ago (oserei dire il plurale!).)
Come ha dimostrato con lo stupidgenial "trailer" sopra, David mi associa a lei e dice che le somiglio (a proposito di sosia...). E sostiene che nel film di Takashi Miike io le somigli ancor di più, per via del trucco, ma anche del carattere, dice lui, e soprattutto nelle espressioni. In queste ultime, in effetti, un po' mi ci rivedo anch'io, seppur siano di più le differenze, obviously.
Comunque, sia con Tarantino che con Miike muoio a occhi increduli e con tutto il tempo di ripensera alla mia vita di sacrifici e fedeltà da guerriera.

 
Va be', vado a scegliere il mio yōkai per domani e cerco di non morire.
SUNEKOSURIIIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Sunday, 8 May 2011

GABBIA /// - 0,5

Ci siamo.
Domani inizierò a vivere in Una Specie di Spazio.

Ci sono ancora le ultime cose da sistemare, ma sono inaspettatamente rilassata. Forse perché so che passerò giorni interi a disegnare e ascoltare musica e, per una volta, non lo farò rubando tempo ad altro come un'assassina passionale, ma perché quello che mi si chiede è esattamente quello: chiuditi in una stanza e disegna (la musica l'aggiungo io, perché figuratevi se lo stereo non sarà acceso ventiquattr'ore su ventiquattro - sì, anche quando dormirò, probabilmente, e abbasserò il volume giusto per buon senso civile).

Ieri, su Più de La Provincia (il quotidiano di Cremona e Crema) è uscito anche un bell'articolo sul nostro progetto (lo posto qui sotto, ma potete anche sfogliare il giornale qui). Ringraziamenti formali a parte, queste righe ci hanno fatto davvero piacere perché vi si trovano i nostri veri intenti. E partendo da intenti non convenzionali, non è scontato che vengano colti dagli altri. Invece accade. Soddisfazione grossa.


Poi, ieri, c'è stata anche la Festa dell'Europa, e siamo stati tutto il pomeriggio in Piazza Stradivari con un banchetto per Una Specie di Spazio. Bellissime ore di disegno, svago e amicizia (anche se avevo mezzo cervello che smaniava per tornare a casa a ultimare i preparativi). Ne ha parlato meglio David, però, sul blog dello Spazio, dove ci sono anche un po' di foto.
Qui ne riporto solo una, perché non resisto a mostrarvi come mi manifesta l'amore la mia adorata cugina Maria Caletti (che sarà anche lei performer con me, sabato 14, per Mensa sull'abisso).


Intanto, nello Spazio, l'altrièri abbiamo liberato i pesci volanti. C'è anche il letto. Ci sono i pannelli ai muri. Sistemare tutto è stato un gran lavorone, ma il più della fatica l'hanno fatta David C. Fragale e Federico Fronterrè (i due papà di questo posto strano, che non so come ringraziare...). Dopo settimane e settimane di discussioni, finalmente un sacco di martelli al posto delle parole. Fa pure bene, sapete?
In tutto questo circo ci stanno aiutando tantissimo anche Anna Cigoli e Renato Florindi (che sono i due artisti che mi hanno preceduto nella colonizzazione dello Spazio, per altro). Anna in particolare mi sta dando una sostanziosa e fondamentale mano a livello più puramente creativo (ed anche realizzativo!), ma questo lo racconterò meglio più avanti. Quello che sta facendo è così tanto che meriterà un bel post a sé (mi pare il minimo), anche perché lo richiede l'opera stessa a cui stiamo lavorando.

E già che sono qui, vi racconto il sogno dell'altra notte, un classico sogno preparatorio rispetto a un evento cui si tiene...

Urge premessa: come co-curatrice assieme a David e Federico, c'è Alessia Degani.
Per farvi capire quanto lei sia importante in quest'operazione, potete leggere il post dello Spazio sulle prove di Mensa sull'abisso, dove ci sono delle parole che a riguardo ha scritto proprio lei e che sono davvero significative (io non aggiungo altro, non ora...).
Ora posso passare al sogno.
Parlavamo, non so dove, e io le esternavo la mia scocciatura all'idea che, durante la mia settimana performativa, potessi avere le sempre benvenutissime mestruazioni. Lei mi rispondeva che per gestirle con tranquillità basta "trattenere il ciclo dentro" e svuotarlo "solo in alcuni momenti", proprio come con la pipì. Per dimostrarmi il suo metodo, afferrava una bottiglia e, da sotto la gonna, apriva lei stessa il suo irruentissimo getto di mestruo, che si raccoglieva diligente, rapido e abbondante dentro al contenitore, facendo perfino la schiuma delle bibite gassate, da tanta era la velocità con cui l'aveva buttato fuori.
Credo che il mio linguaggio onirico abbia manifestato in modo inequivocabile (se questa parola può appartenere al mondo dell'inconscio!) quanto Alessia mi sciolga i nodi: un the e un mare di tremori, grazie. (Grazie, Alessia.)
Aggiungo una fotina rimasta da parte di noi due, quest'inverno; eravamo in una galleria sul Naviglio Grande, a Milano, e, in occasione di M'illumino di Meno, disegnevamo dal vivo a lume di candela (serata carinissima, organizzata dai suoi professori di Brera).

(Non so chi sia l'autore di questa foto, mi dispiace!
Appena lo saprò, aggiungerò il suo nome.)

Ora basta, devo fuggire a fare: la giornata di ieri mi ha restituito la percezione dell'incombenza reale del progetto: a furia di lavorarci, finisci per non capire che è veramente alle porte, mentre incontrare un sacco di persone con cui parlarne, per non dire di coloro che arrivavano annunciando di sapere già e di voler venire, ti fa capire che, sì, è vero ed è qui. (Un po' come quando quelli che incontri per strada ti fanno  i convenevoli per un lutto, per la rottura di una storia, per un matrimonio o per il compleanno: se lo sanno gli altri, è vero. Se già c'è chi riporta la notizia distorta, perché passata di bocca in bocca, allora è ancora più vero.)
...Quindi è vero, insomma.
Adesso vado a farmi un po' di minima spesa per le mie amate colazioni a base di latte e poi  b o o o m.

Ci vediamo domani, per chi vuole, con l'interfaccia nuova del blog ad hoc.
Non vedo l'ora.
Non vedo l'ora.

Wednesday, 9 February 2011

Una specie di spazio


Mes amis, da oggi non scrivo più solo qui.
In diversi post già avevo parlato della specie di spazio* di Federico Fronterré e David C. Fragale; be', non potevo non lasciarmi risucchiare, vi pare?
Nel mio primo post racconto un pomeriggio di qualche sabato fa, un giorno che la mia amata Axl ci ha meravigliosamente preso a cavie per i suoi fluttuanti esperimenti. (Si sa, noi siamo le migliori vittime consenzienti del continente, se si parla di roba fluttuante...)


* Questo nome dalle mie parti non è nuovo: viene tutto da quella volta in cui la mia testa venne ingurgitata da Perec. Vorrei approfittarne qui per ringraziare di nuovo chi lo fece conoscere a me: Valeria. Per ora solo con il nome. Ma credo che la nominerò ancora. :)