Showing posts with label Lividi. Show all posts
Showing posts with label Lividi. Show all posts

Sunday, 9 September 2012

"Violet" – Indhastria

My photograph Cosmo from my series Lividi, a bit edited by Simone Setti, is now the cover of the demo Violet by Indhastria.



It's nice when an "old" work breathes again in such a spontaneous way.
Thanks to Simone, that found my picture.

Tuesday, 26 June 2012

Gli ultimi lividi


I've started to record my bruises six years ago.
My main reason was aesthetic, because I really like the soft or deep confused green or purple or blue in which lose my eyes just traveling on my skin. But there was also something in my attitude, for sure. And there's not anymore.


It's a little bit strange stop this long "project"; I've ever thought that could be very interesting see all my complete collection when I'll be a old woman, somewhere...
But I can't continue to do something without believe in it.


Now, I'm elsewhere...


Saturday, 18 February 2012

Lividi /// Epic Fail



Finalmente di nuovo un livido degno di tal nome, ultimamente mi ritrovavo delle sfumature timidissime che non valeva la pena documentare. Per la prima volta, di come mi sono fatta il livido possiedo anche il video, che poi è l'atto tradizionale post-proclamazione del voto che avviene nella mia accademia, dopo i diplomi: dobbiamo staccare lo striscione col nostro nome, appeso nel campus.

Sia la foto che il video sono della mia prode Greta Xella. La foto è su mia richiesta, mentre il video è proprio una sua bravata e basta - bastarda ♥. La voce che grida "salta!" è la sua, infatti.


Grazie a tutti quelli che.
Ma tanto.
:)

Saturday, 16 July 2011

Lividi /// Contraddizioni simmetriche

Scatto di David C. Fragale e post mia.

Della serie Eta VS Poseidon, aggiungo un rarissimo bonus extra (non rientra in Lividi):

(La mia caduta è stata molto comica. Chiedetelo a una simpaticona che ha riso per mezz'ora e che risponde al nome di Anna Cigoli, per gli amici Daddy's Gone (ma questa è un'altra storia, molto stupida e censurabile...).)

Sbucciarsi le ginocchia ha del sublime.
(Roba che capiscono solo quelle splendezze di Jul e Orly... Oh my... Miss you, girls..)

Wednesday, 25 May 2011

Lividi /// Cosmo


Lo spettacolo anzi tutto!
Con pioggia, neve, sole o vento, lo spettacolo anzi tutto! 
Cosmo Brown
in Cantando sotto la pioggia

Tuesday, 19 April 2011

Lividi /// Farsi male e non saperlo

A volte i lividi te li ritrovi addosso e non sapevi nemmeno che ci fossero. Spesso di questa cosa ne rido, con le altre persone, perché succede a tante persone. È comico.
Ma non posso risparmiarmi la lettura metaforica di queste piccole tracce corporee.
Credo che esplicarla non serva nemmeno. O no?


Ancora una volta grazie a David Chance Fragale, che sostiene da sempre questa mia abitudine nel documentarmi i lividi e che in questo caso è anche co-autore della foto.

Saturday, 2 April 2011

Lividi - Rumpus Club [reprise]

Questa volta di strane cromie ho fatto il tris.

Rumpus Club II

Rumpus Club III


Rumpus Club IV

Dopo circa un lustro che mi fotografo i lividi, ho notato che in chi guarda alcune reazioni tornano sempre e alcune domande si reiterano, quindi, in questo post, vorrei rispondere a delle sorta di FAQ.


I miei lividi sono per lo più frutto della mia scoordinazione e distrazione, nonché, al massimo del Rumpus Club, ossia quello che accadrebbe se il Fight Club fosse popolato dalle Creature Selvagge di Maurice Sendak e Spike Jonze; in altre parole, io trovo molto affettuso, per esempio, scagliare uno dei miei goffi calci volanti ai miei amici - e loro trovano altrettanto affettuoso afferrarmi la caviglia al volo e scaraventarmi a terra (o forse si chiama autodifesa??).
In altre parole, non è nulla di preoccupante, al massimo posso accusare di avere un surplus di energia. :) 
...Questo deve essere chiaro: giocare sulll'ambiguità delle mie foto mi sembrerebbe terribilmente irrispettoso. Forse qualcun'altro la troverebbe un'ottima "provocazione" strategica, ma a me provocare non ha mai interessato molto (in controtendenza a una certa mentalità piuttosto diffusa). Vedo la provocazione come un'ostilità prevenuta. Io, per mia indole, invece, preferirei abbracciare tutti quelli che passano... Probabilmente "non ho capito nulla", lo so.

Il motivo primo per cui fotografo i miei lividi è squisitamente estetico. Il sangue che macchia i tessuti sottocutanei m'incanta come l'acquerello che corre lungo le fibre della carta. I colori "lividi" sono tra quelli in cui mi riconosco di più. Sulla pelle, quei blu verde viola rosso oro sono un trionfo visionario che annienta la stupida convenzione che la pelle sia "rosa": la pelle è una tela, è un tappeto, è un aleph.
Sono sempre stata dalla parte di chi crede che dei gusti si più discutere fino a notte fonda: se mi piacciono quei toni e quel loro specifico modo di manifestarsi proprio su me stessa, quindi, un motivo più articolato esiste senz'altro. E appartiene alla stessa sfera di turbolenze per cui anche le altre cose che faccio hanno quasi sempre un aspetto "turbato". Ma questo è, decisamente, un altro argomento (e sta tutto nella Melancholia di Albrecht Dürer).

Contemporaneamente a questo, il fatto di avere una archivio dei miei lividi mi ha sempre interessato per il suo aspetto documentaristico e, inevitabilmente, anche per una forma di narcisismo. Sulla mappatura del nostro corpo che viaggia nel tempo, d'altronde, esiste un'infinità di materiale del quale, in fondo, io conosco giusto qualche unghia.


Questo è più o meno quello che vorrei si sapesse della mia collezione di lividi. So già che dovrò rispondere di nuovo a quelle domande un sacco di volte, ma dopo tutto questo tempo avevo assolutamente bisogno di definire le macchie, almeno sul blog.


Chiudo con altre due foto del ginocchio, di cui ho fotografato anche l'evoluzione, sempre più cromaticamente intensa.

Rumpus Club Inside


Rumpus Club Triumph

Friday, 21 January 2011

Lividi - Alone

Spesso non ricostruisco bene da dove vengono i lividi che mi ritrovo. Credo che ormai* la mia superficie dermica si sia presa gusto nel dipingersi addosso: è mia complice.


(O forse sono solo un mare di stronzate)


La postproduzione è mia, ma lo scatto è di Marina Brunetti - thanks a lot, girl!


* Per chi fosse nuovo delle mie parti: sono anni che colleziono le foto dei miei lividi.

Wednesday, 20 October 2010

Lividi - Rumpus Club

Dopo mesi di salute mediatica*, torna la mia amata serie di lividi.
La natura di questo livido è molto simpatica e alcolica. Il fatto è che io e i miei amici siamo un po' come dei Tyler Durden che giocano con i Mostri Selvaggi... e qualche volta resta qualche segno...


RUMPUS!

Super grazie alla mia Bambola Cadavere preferita, Federica Orlati, perché come potete immaginare lo scatto non è prettamente mio: ...avevo qualche difficoltà! :) A proposito di Federica, ho un sacco di cose con cui riempire il mio blogghino, spero di trovare il tempo a breve...


* Solo mediatica e non reale, perché a luglio mi feci un livido improponibile sul braccio grazie alle coccole smodate con un cagnone bello da matti, mentre a marzo mi distrutti tutta, ho le foto da tempo, ma ancora non ho trovato il tempo di scansionarle e mostrarle...

Sunday, 21 February 2010

Lividi - Pelle Aleph /// Di necessità virtù

Come qualcuno ricorderà, ho l'abitudine* di registrare fotograficamente i miei lividi.

Di recente me ne sono trovata un paio, abbastanza colorati, attorno al ginocchio (e non so come - forse il mazzone di chiavi che balla dalla giacca del soprabito).

Ma, ahimé, sono stati più veloci della mia pigrizia e io sono rimasta senza foto.

Una tale mancanza, però, no, non potevo sopportarla.
(Per non parlare del fatto che quel completista maniacale di mio Cugggino McA, se avesse saputo della mia imprecisione, si sarebbe ritrovato il cuore infranto**.)

Così ho deciso di rimediare.
So anche disegnare, no?

Quindi ecco com'è nato questo disegno:


Una nota: d'istinto, ho scelto una composizione che fosse in qualche modo fedele alla foto che, ipoteticamente, avrei fatto. Anche per questo è saltato fuori un "metadisegno", proprio come, altre volte, nelle foto di Lividi, si poteva scorgere la macchina fotografica nello specchio, oppure si notava una prospettiva inequivocabilmente ipersoggettiva.

Altra nota in parallelo con la fotografia ipotetica: be'... mi sono accorta che... ho usato un teleobiettivo! (Ok, scusate, questa me la potevo risparmiare... O forse no.)

Terza nota: il titolo, Pelle Aleph
Spesso mi viene chiesto perché mi faccio queste foto e perché ho 'sti lividi - e a volte qualcuno è perfino finito per supporre scenari ipertragici...
Ecco, vorrei spiegarmi una volta per tutte.
1. Mi faccio male solo perché sono un distrastro vivente. Non ho un marito che mi picchia!
2. Il primo vero motivo per cui amo i lividi è fottutamente & meramente estetico: i lividi sono splendidi, sono trucco glam, o dark, sono effetti cinematografici, sono punte d'acquerello sull'enorme tela-pelle, che è un tessuto ricchissimo di disegni, sfumature (Schiele, Caravaggio, Michelangelo lo sapevano...). La Pelle è un Aleph, per dirla con Borges - anzi, con il mio amico David (sempregrazie!).
...Dietro l'estetica, poi, si possono cercare altri mille motivi, è vero. Ma mi sembra giusto avere l'onestà di ammettere che il mio primo istinto è solo quello del feticcio estetico.


Curiosità: con il foglio tra le mani, ero disgustata del mio lavoro, ma una volta scansionato mi prende piuttosto bene. Questa è una cosa strana, ma non rara. Un giorno ne riparlerò, ho una mezza idea del perché. Succede anche a voi?



* Quando ho scritto "abitudine", mi sembrava di usare una parola che avrebbe svalutato ciò che intendevo. Invece è perfetta. Sentivo l'urgenza di raccontarvelo...:



** Cugggino, lo so che sto esagerando. Lo sai che è divertente farla più grossa! :P

Sunday, 16 August 2009

I miei Lividi inaugurali e Ines Pabst

Confusione capillare

Stasera è sera livida.

Quindi è finalmente quella giusta per ospitare qui le mie ultime botte...
Botte sceme (proprio cadendo di culo gradino per gradino mo'di luneituns) e belle (erano le scale del soppalco della casetta nuova dove vivo da poco con una creatura magica).
Comunque sia, la mia documentazione lividosa con
tinua. Purtroppo questa volta non avevo a disposizione mezzi troppo raffinati e il risultato ne risente, ma per la mia operazione va bene così.
Forse più in là userò anche le foto che mi ha scattato un mio amico, ma ora è in Irlanda - e penso abbia altro per la testa!).


Botti

Ma ora, in sintonia con il mio umore, mi piacerebbe parlare di una ragazza tedesca con cui mi scrivo da qualche mese.
Ci siamo conosciute su last.fm, accumunate dalla mia solita mania per PJ Harvey.
Dopo un po' di tempo ho scoperto che non dovevamo più parlare di Polly, ma di Ines Pabst, lei stessa! Sulla sua pagina di last.fm potete trovare moltissimi brani in download gratuito.

La bevo per versarmi l'alcol sulle ferite.
Una curiosità per (certi) italiani: ha fatto anche una toccante cover di Bella ciao. E, tanto per tornare su PJ, anche di White Chalk, una delle mia canzoni catartiche... Ma a parte queste e poche altre, Ines è cantautrice.


Infine, vi lascio con un video di Johnette Napolitano, per me ancora una benemerita sconosciuta. L'ho trovata spiando tra i gusti di xcaviex (ovvero ancora Ines, col suo nick da utente e non da artista). Ora di certo scaverò nella discografia di questa Johnette. Per ora questo video mi ha paralizzata.



...Pieno di ossessioni. Ciò che mi interessa indagare ultimamente...

Buone crysis a tutti,
Eta

Saturday, 21 February 2009

Lividi - PJ Addicted

Ho già manifestato in qualche post fa quanto fossi entusiasta della data del 4 maggio a Milano di PJ Harvey. Quindi, quando finalmente ho avuto i biglietti, mi sono messa a correre e saltare per il cortile della mia accademia. Ovviamente, rovinando a terra ridendo.


Riassunto delle puntate precedenti: ogni volta che mi procuro un buon livido, lo documento con qualche scatto.


Anche dalla gallery 
Lividi che ho su equilibriarte, ho potuto notare come la gente si preoccupi di interpretare queste immagini nei modi più disparati. Mi è capitato di leggere commenti che hanno davvero arricchito anche me, altri invece disgustati, altri semplicemente ben incuriositi... Si dice che spesso capiti che gli artisti producano opere di cui loro stessi non conoscono il significato e che a trovarlo ci pensino altri. Al di là di ciò, io credo che, in questo caso, semplicemente, queste mie foto possano essere un punto di partenza per idee trasversali alla mia di partenza, senza per questo negarla. Anzi, come ho già detto, confrontandomi con altre persone ho trovato molto stimolo. Però penso che l'iniziale motivo per cui ho incominciato a realizzare queste fotografie sia estetico (sei più bella vestita di lividi!). Assolutamente. I colori dei lividi, per me, sono estremamente suggestivi. E trovo un po' surreale poterli indossare sulla mia pelle. Sono i colori dell'arte che amo e che mi nutre, poi.
Penso agli Einstürzende Neubauten, all'atmosfera struggente e decadente di questo videoclip, ai pugni lenti dei suoni di questa canzone, sono ricami di lividi.



O penso a Egon Schiele, che ormai porto nel DNA.


Ho iniziato a fare queste foto in terza superiore, per uno studio di educazione visiva sul proprio corpo. Esattamente in quell'occasione, per altro, scoprii Schiele, per merito della mia professoressa del tempo (grazie!), che me lo segnalò accorgendosi delle mie inclinazioni.
Ecco quali furono i primi lavori di questa serie...



Lividi - Moi

Lividi - Dorso
Lividi - Membra
Lividi - Cima
Lividi - Strade