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Tuesday, 12 January 2010

Perché lavori ai ferri? /// EcstraDelucs Verscion!

Ho dato una ripulitina a Perché lavori ai ferri?, il cortometraggio di cui parlavo sul blog un mese fa, quindi l'ho sostituito su YouTube e l'ho aggiunto anche su Vimeo). Ho giusto sistemato l'audio nei volumi nel montaggio di un paio di dettagli.
Prima credo che la visione fosse davvero troppo ostica: chiedo scusa a tutti coloro che si sono sorbiti lo stesso la versione frettolosa.

Per chi volesse, lo riposto qui.
Consiglio di guardarlo a tutto schermo, ci sono dei testi che in piccolo diventerebbero seccanti.




Ne approfitto per ringraziare ancora tutti quelli che, dopo aver visto questo corto (o quando ancora era solo un'idea!) hanno tessuto* un discorso con me: questo lavoro nello specifico è stato per me un vero esperimento, da tutti i punti di vista. Tanto per cominciare, è solo il mio secondo corto in girato (ma il primo già montato e buono per essere pubblicato, comunque)... Inoltre, be', le mie perplessità traspaiono dal video stesso, credo.
Questo corto sta già vivendo oltre la sua iniziale natura, sta vivendo anche nel "reale", lo uso come riferimento nei miei discorsi, e altre persone vi si sono riconosciute. Ho riportato un fatto spudoratamente autobiografico, ma la mia esperienza personale è diventata rappresentazione/simbolo di quelle altrui, è ponte e non muro, insomma. Era quello che volevo. Audiovisivamente, ho un'infinità di cose da migliorare. Ma, in questo caso, sono felice così. Spero che in qualche modo possa essere un modo per parlare anche per altre persone. Come quando si invia una canzone a qualcuno, per lasciarla parlare al posto tuo. L'ho realizzato decisamente per urgenza personale (nonché per un esame universitario, a dirla tutta!), ma è un po' un regalo, a chiunque vi empatizzi.
...Stasera mi sento un po' woodstocktime, lasciatemi passare queste cose così smeliose verso il prossimo...


* Perdonate il gioco di parole. Viene da sé, è più forte di me.

16 comments:

Marco said...

Io avevo visto la versione underground e sono ancora qui per raccontarlo, quindi va a star bene, come diceva qualcuno anni fa.

Mi piacciono le versioni "grezze", e pure quelle che da grezze diventano più "elaborate" (ma solo se conosco la versione "grezza", altrimenti non mi rendo conto della cosa).

Eta said...

Chi lo diceva?

Comunque, eh sì, lo so che fai parte dei prodi primi fruitori!
...Infatti sei una delle vittime della mia gratitudine.

Marco said...

Neffa quando faceva il rap. :)

Anonymous said...

wow la versione redux!
comunque riconfermo quanto già detto, e aggiungo, come sai, che invischiare atto creativo e realtà è come sempre sintomo di coesione (o follia, a seconda) e rende più onesto il gesto (quale? a ognuno il suo). lavorare ai ferri o lavorare i ferri? perdersi, stupirsi, ancora una volta, l'ultima, recuperare e perdere allo stesso tempo, come dici tu: conoscere e non conoscere, crearsi aspettative e infrangerle da soli - meglio che lasciare vengano infrante da chi lavora ai ferri, no?
chi vivrà vedrà, chi non vivrà pazienza.
D.

Eta said...

...Quasi ormai tre anni fa, ricordo mi dicevi che tiravi sospiri di sollievo, pensando che, se solo l'avessi voluto, avresti potuto liberarti dell'arte, ma tanto lo sai che era una bella bugia che hai bisogno di raccontarti, mio duendoso amico.

Come NON invischiare atto creativo e vita?!

Grig said...

*__* mi è piaciuta tantissimo il tuo corto! Mi ha disteso i nervi in una maniera impressionante... mi piace sentire i pensieri, dopotutto sono simili ai miei, quando vedo gente interessante in treno e non ho il coraggio di parlarci... :) brava

Marco said...

Ma lo fondiamo il club delle persone che vorrebbero parlare ad altre persone in treno ma non lo fanno 1) per pudore 2) perchè non trovano il coraggio perchè pensano che queste ci considereranno male 3) perchè pensiamo che tanto il viaggio finirà presto e non potremo consolidare un'eventuale rapporto anche nel caso in cui la persona X si riveli interessante (per ragioni ricollegabili al punto 1 o anche 2)?

Bello, senza volerlo ho scritto la domanda più lunga del mondo.

Grazie dell'attenzione. Meglio che vada.

Eta said...

@ Grig

Grazie cara! E benvenuta.
Sono felice di aver potuto creare un effetto simile!

@ Marco

Wahahahah!

...Magari se avessi faccialibro lo aprirei un gruppo così, dopo la tua stramboidea! Ma tu ce l'hai... Mmmmmh. Non so come usi quell'aggeggio, ma se lo fai, aggiornami! :D

Comunque complimenti per la domandunga! (Che è un dudongo femmina ed enorme con la coda arricciata).

Marco said...

Allora vieni anche tu su Facebook tra noi ringo boys, che aspetti? :) Cioè, ovviamente tu saresti ringo girl, però il senso l'hai capito, no? :)

Eta said...

Non se ne parla!!!
Cioè ME NE parlano in continuazione, ma terrò duro e ho tutti i miei motivi!!! :P

Marco said...

Ti capisco, in effetti se non fosse stato per pubblicizzare la Fumectory non ci sarei neppure io... :)

Eta said...

Sapevo che su di te potevo contare: 1, 2, 3, ...




(Scusate, simpatici co-utenti di questi spazi pixellosi, per le mie battute tristerrime, ma è più forte di me...)

Marco said...

Si, infatti, scusatela...è che da quando scrivo su questi lidi la contagio in maniera preoccupante... :-))))

Eta said...

Beh beh beh, mo non è che devi pijiarti tutti i meriti, ero così anche prima.
Diciamo che con te mi faccio meno problemi (e più conte - ha, ha, ha).

Marco said...

Conte, non Paolo, ovviamente... :)

Eta said...

XD