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Friday, 8 May 2009

Because sometimes she saved my life

Sono già passati un po' di giorni dal fantomatico concerto di PJ, ma questo solo perchè volevo dedicare al mio piccolo post su di lei la meritata calma. Anche se si tratta più di un flash, che di un racconto, menchemeno di un reportage*. Perchè con PJ non riesco a essere nè critica nè seria, sono una bambina innamorata e lei mi canta le fiabe prima di addormentarmi.
Era una creatura magica, a piedi nudi sul palco, col suo rossetto rosso ipnotizzante sulle sue labbrone da cui ogni suono può uscire, sulla sua pelle bianca e limpida, contro la sua chioma corvina e nuvolosa e sbarazzina.
Ci ha incantati per un'ora. Troppo poco, in realtà.
Lei, John Parish, Eric Drew Feldman (basso, tastiere), Giovanni Ferrario (chitarra, basso) e Jean Marc Butty (batteria).
Hanno suonato praticamente tutto l'ultimo album e diversi brani dalla precedente collaborazione Harvey-Parish, Dance Hall At Louse Point. Niente dei rispettivi repertori solisti. Confesso che avrei pagato altri dieci euro (non è vero, non lo so!) solo per sentire Angeline o Oh My Lover, ma poi avrei dovuto pagare anche i soldi in una clinica per riabilitazione, perchè sarei morta.... In ogni caso, splendido lo stesso. Anche se avrei voluto vederla con in braccio una delle sue bellissime chitarre acustiche ciccione e decorate... Difatti, PJ non ha toccato strumento, a parte un tamburello in un pezzo e poi, ovviamente, il suo leggiadrissimo abitino nero che muoveva e prendeva come un nastro nella ginnastica artistica.
Purtroppo in rete non ho trovato ancora delle belle immagini, ma ci penso io a proporvi una fedelissima rappresentazione della serata!!!
Voilà - in tutto il mio amore naif:

A proposito di ritratti...
Dopo il concerto, ci siamo appostati alla seconda uscita dell'Auditorium. C'erano buone speranze: i roady portavano gli strumenti sul camioncino, c'era diversa gente, e c'erano anche gli Afterhours, che, conoscendo Parish, aspettavano lui e il resto della crew. Infatti, dopo un po', se ne sono andati via tutti. Ma di Polly, neanche l'ombra.
Allora abbiamo cercato una terza uscita. Lì c'era qualcun'altro - che però sembrava messo a caso - e, come siamo arrivati, Polly è sbucata dalla porticina, scortata da due omacci, e si è infilata in un furgone a vetri oscurati. Io ho provato ad avvicinarmi alla macchina, ma è partita al volo. Però si è fermata subito, a un semaforo. A quel punto ho mandato a cagare il buon senso e ho davvero fatto la parte della fan senza dignità. Ho rincorso la macchina e, di fronte ai finestrini, le ho agitato un ritratto che avevo improvvisato mentre l'aspettavo (che non è quello che ho postato). Polly si è voltata nella mia direzione. Mi ha guardata negli occhi, ma il suo sguardo mi ha attraversata, così. Quelli che l'affiancavano, chiaramente, hanno fatto il loro dovere e non hanno abbassato il finestrino. E l'auto è ripartita al verde piantandomi lì come una pazza fanatica e un foglio innamorato in mano.
Ho passato il giorno dopo guardando la porta della mia aula, immaginando che Lei entrasse da un momento all'altro, e mi cercasse.
Sono proprio andata...
E la mia malattia è stata meravigliosamente supportata da chi era con me quella sera: Grazie!

PJ, I love you.

* Un reportage serio e che vi consiglio, invece, è qui.

8 comments:

Conrad Roset said...

en español:
mencanta la foto de aria, muy buena..un saludo desde barcelona
besoss

Eta said...

Conrad, muchas gracias, tu eres muy gentil!
La foto de aria es un golpe de suerte y yo soy afortunada porqué mi model es muy bonito! :) Pero, yo pienso tambien que sea particular... ;)
Besos y bueno trabajo
...desde Cremona (no hermosa como Barcelona...)

David Chance Fragale said...

vorrei poter avere lo stesso entusiasmo e le stesse energie per inseguire David Lynch, un giorno, ma temo che sparirebbe in una nuvola di formiche, o che mi lancerebbe pezzi di carne cruda con occhi di peluches attaccati. o forse Nicolas Cage apparirebbe dal nulla e mi guarderebbe con quello sguardo folle che lui scambia per espressione seducente e mi folgorerebbe neanche fosse un calcio di Chuck Norris.
in ogni caso, PJ non sa cosa si è persa...

Eta said...

Hihihihihihihi!!!
:)
Adulatore!

P.S. Oggi nessun complimento è mai abbastanza: stasera un tipo mi ha gridato: - Travestito!

:'(

Ma oh! Mi ero abituata ai commenti tipo
- Questo non è il Texas
Ma addirittura questo?? Ghhgh

Eta said...

Ah, comunque.
Io la fan senza dignità a quel modo la farei solo per PJ. (E per Antonietta Lastaria, se non la conoscessi già! :P )
Però.
Se per caso incontro Lynch in una locanda texana (giustappunto) che beve qualcosa con l'indiano, beh, ti prometto che perderò la dignità anche per lui, al solo scopo di chiedergli un autografo per Vòssia.
Che non sarà la misma cosa che averlo davanti, però...
Ci stai?
:)

Anonymous said...

leggere l'intero blog, pretty good

Anonymous said...

quello che stavo cercando, grazie

Anonymous said...

molto intiresno, grazie