Tuesday, 13 December 2011

Il sogno in animazione

Quando ero un metro e un carciofo, avevo un sogno ricorrente che m'ha accompagnato per tutta l'infanzia. Ne sono sempre andata fiera.
È una cosa mia, molto intima, quel tipo di cosa che dovresti proteggere nel tuo scrigno e confessare solo a voce alle persone che meritano questi segreti. Invece eccomi a parlarne qui e a dare in pasto al web altri pezzi di Mini Eta... Il fatto è che quando c'è qualcuno che ha buoni propositi in testa e ha dentro l'inquietudine della ricerca, io fatico a non supportarlo. E, per l'appunto, Francesco De Feo sta facendo un'operazione molto interessante. Non voglio ingabbiare la sua operazione dentro delle definizioni, quindi lungi da me tentare di spiegarvelo, andate sul suo blog, il cui titolo è piuttosto esplicativo: recording dreams. E, se avete un qualunque tipo di riflessione o racconto legato ai sogni, sappiate che, per ora, lui è in quella fase spugna in cui raccoglie tutto, quindi non esitate a contattarlo.

Pubblico qui il video che ha pubblicato lui del nostro incontro. È solo un pezzo, quello riguardante il sogno ricorrente, appunto.

E già che oggi è Santa Lucia e sono qui alle prese con i ricordi del mio passato, mi faccio scappare una foto troppo buffa di quando avevo sette anni (credo). Ero tutta esaltata, perché con la scuola stavamo facendo questo laboratorio in cui ci avevano dotato di questi cappelli tipicamente da stereotipo di pittore da strada parigino! (Ai tempi era uno dei quarantamila lavori che volevo fare... Pariginità inclusa! Presumo per colpa degli Aristogatti...)


Questo disegno qui, invece, che mi spunta tra i capelli nel caos terrificante che avvolge la mia camera, credo di averlo fatto a sette anni. Rappresentava mia mamma. Me li ricordo bene quel rossetto rosso-oro e quell'ombretto verde smeraldo!


Pensando a tutto ciò, mi stava venendo il desiderio di rifare i miei disegni preferiti di quand'ero piccola.  Ma dopo un istante mi sono accorta che il mio cranietto mi stava imbrogliando, spacciando per mia un'idea stupenda che però è già stata realizzata: in Potente di fuoco, Ericailcane ridisegna a distanza di vent'anni i suoi schizzi di bambino, mentre The Monster Engine è un progetto che parte proprio dalla domanda What would a child’s drawing look like if it were painted realistically?.

Torno al mio working.
Ma ripasserò presto da queste parti, scusate, ma sto vivendo compleatemente al gerundio!

Take your skull. And enjoy live music.



A volte sapere le cose all'ultimo momento non è male, perché ti ritrovi a dare vita a cose che altrimenti sarebbero rimaste nel limbo degli sketch: quindi ecco che questo scarabocchio ora è tutto colorato e in tiro, con grafica di McA, per invitarvi questo sabato all'Arci di Cremona (qui l'evento Facebook) a sentire gli Ants Army Project di Piacenza e i nostri amati Sydrojé, che finalmente tornano dopo un anno (l'ultima volta fu al Fillmore, insieme ai Beautiful, ossia il progetto dei Marlene Kuntz con Howie B).

A proposito dei Sydrojé (e di LinFante), di tanto in tanto non fa male segnalare l'esistenza del videoclip che realizzammo io, Eugenio Villani, David C. Fragale e Federico Fronterrè, con Carlotta Racchetti (e Audrey 3...): Una pianta carnivora mi ha detto che non mi ami più. (Fare un video per un brano su cui hai pianto un'infinità di volte è una cosa impagabile...)

Tuesday, 6 December 2011

Rêveries



Quando ho disegnato su questa pagina del mio carnet, ero in volo per Utrecht, dove ho vissuto in una di quelle deliziose casette della zona residenziale, poco fuori dal centro.


La deliziosa casetta è abitata da un pugno di musicisti.
Il pugno di musicisti ha la terribile tendenza a generare compulsivamente groove estremamente gustoso per il mio stomaco auricolare. Le chitarre dal piano di sotto, il pianoforte al primo piano, la batteria nella mansarda dove stavo io, dal pomeriggio alla notte, c'era sempre della musica! Tranne la batteria, quando si faceva troppo tardi. Per i vicini. Ma in compenso c'erano decine di geniali vinili progressive, progressive, progressive! (E non solo, ovviamente, avevo perfino iniziato a elencarli, ma metà della lista è rimasta là...)


Il brano che ho sentito io provare più e più volte a Felipe (batteria) e Roel (chitarra) (hi, Ro!!!) è ancora work in progress, ma posso farvi comunque godere un altro pezzo fresco in cui suonano loro due, nei Siggy & The Smokers.


Ora indovinate un po' cosa facevo io mentre Felipe e Roel provavano...

 
 

Naturalmente, non ho disegnato e fotografato solo durante le prove, ormai sono una voyeure esperta!

 
Non badate a Mucha, per favore, guardate sull'angolo del davanzale...
... questo coso... WTF!!!

Una volta, mentre suonavano, Ro (qui su) mi ha chiesto perché mai fotografavo il casino della casa (qui giù), haha! In effetti, devo essere parsa un po' buffa a dare le spalle a loro, tutta concentrata a guardare il muro!


Questo, invece, è il frutto di una bella pedalata in solitaria.


Aneddoto scemo e psicorealista.
Deformazione professionale è: Eta che per un istante, davanti a un locale a luci rosse, pensa: «Toh, una performance!»

Dalla Domplein (la piazza del Duomo)
(Andrea Longhi è un carnettist d'assalto, ecco il perché della mia citazione dispettosa!)

Ancora dalla Domplein

Aneddoto cronachistico. 
Il momento in cui ho steso quel blu è stato il momento in cui ho appreso delle dimissioni di Berlusconi - quando Giulia me l'ha annunciato stavano per saltarmi a terra gli acquerelli, tanta era l'euforia!

Dopodichè, io, lei, Felipe e Caio siamo andati all'ACU, dove altri italiani erano sintonizzati sulla notizia a dita incrociate.

L'ACU è un centro culturale dove vengono fatti parecchi concerti. Un paio di volte alla settimana ci sono anche le serate del Flying Carpet, che sono delle jam session aperte. Ce ne sono tante in Olanda!

(quasi) Caio
Giulia e Caio

Credo che Giulia abbia un sole, sotto il cranio, quella ragazza è letteralmente radiosa!
E Caio, con quella barba e quei baffi supremi, è oggettivamente nato disegnato!
(Ciao, ragazzi!!)

Un pomeriggio, io e Felipe siamo entrati nella piccola foresta poco distante da casa sua.
Ha fatto buio presto, per cui sono riuscita a scattare solo un paio di foto bucoliche che di alberoso hanno ben poco, ma che in compenso mi hanno fatto sentire inconfutabilmente più stormthorgerson di Mr. Storm Thorgerson!


Prima di accorgerci che ci eravamo persi del tutto, abbiamo trovato un povero tronco spezzato.
Il povero tronco spezzato è diventato un divano a mezz'aria per metterci a disegnare.


Sia sul divano a mezz'aria che nella mansarda, abbiamo provato a ritrarci moltissime volte.
Qui non c'è tutto, anche perché molti disegni sono sul quaderno di Felipe.

 


Felipe è funambolo del ritmo... e forse non altrettanto funambolo della linea. Ma benché i miei disegni fossero più "corretti", credo che nei ritratti che mi ha fatto ci sia molto di vero. Ha colto ciò che io rincorrevo (e io rincorrevo il coglierlo).

 



Questo viaggio è stato un carburante inesauribile di ispirazione ed energie per creare; anche per questo ultimamente sto disegnando tanto. Ma adesso devo disegnare ancora di più, ho un progettone in pentola e tante collaborazioni stimolanti che bussano alla porta. Per cui ora rinnoverò la carburazione con il penultimo stroopwafel rimasto (sigh!). E buona carburazione anche a Felipe, anche lui ha tante vibrazioni in pentola, dietro le pelli.

 Create! Create! Create!


•••••••