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Saturday, 19 June 2010

Vi presento Sonia D'Anzi

Pic e Sigh qui non sono nuovi, lei nì: ci lavoro da oltre un anno, ma purtroppo mi ci posso dedicare di rado.
È la protagonista di una graphic novel, Uteri, Scheletri e Fantasmi.

Questa è la prima illustrazione che credo si possa avvicinare graficamente ai toni che vorrei dare all'intero fumetto.


(La scansione non è delle migliori...)

Mi sono divertita molto per scegliere il suo nome e ora Sonia D'Anzi la rappresenta perfettamente.

Sonia porta con sé una suggestione esotica, forse un po' lasciva, sicuramente femminea. Ma deriva dal russo - e quindi freddo e rigoroso - Sonja (a sua volta un'evoluzione di Sofia, che, com'è noto, sta per conoscenza).
C'è un assonanza con suono e con sogno.

D'Anzi, invece, è un cognome molto italiano. La z e la sua breve durata fulminea compensano la dolcezza del nome, rendendolo pieno di energia ed eleganza. È usato sia al Sud che al Nord, ma ha radici nobili. Anche il suo suono ha qualcosa di altezzoso, in parte perché si può trasformare in un imperativo: Sonia, danzi! E qui, infatti, sta anche la mia preghiera di sua madrina:

Ti prego, Sonia, danza e prendi vita, non morire tra i miei schizzi...

Thursday, 7 January 2010

Un Pesce molto speciale /// Krisis in fade to Idea.

Penso che questa donna sia meravigliosamente perversa, se ha deciso di dare una tale forma, una tale bocca e un tale sguardo a questo cazzo di bellissimo pesce ipersurreale.

Come lo vidi, un paio di mesi fa, mi piacque da matti.
E ieri me lo sono ritrovata dedicato, sul suo blog, in un post dal titolo potentissimo: ichthyofobia.

Nel web si è intasata di mille nickame diversi (Q, Terga, ....) ma il mio favorito è decisamente il suo nome anagrafico: Greta Xella. Sì, proprio con la "X". Supremo. Inequivocabilmente femminile quella doppia elle. Violenta, acida o calda, la grande ics davanti. E poi la gì e la erre ringhiano... davanti a... be', un trelettere inenarrabilmente splendido, no? (Cosa dovrei dire? Se non trovassi fico "eta" come suono mica l'avrei adottato, no?!).

Ma dicevo! Il Pesce di Greta è molto speciale, è fichissimo e poi... e poi mi ha portato fortuna.
Qualche post fa, lamentavo la mia brava krisisaccia sul segno.
Ora, non posso parlare di soluzioni, naturalmente, ma posso raccontarvi che, dopo aver magicamente visto il post di Greta, ieri notte ero lì lì per alzarmi e disegnare, tanto era incontenibile l'entusiasmo: quando prendo sonno, ecco, in quel momento più che mai io so aprire le porte dell'immaginario e della creatività... e proprio addormentandomi, ieri, ho focalizzato la risposta visiva che cercavo.
Che Greta e il Pesce c'entrino, be', concedetemi questo capriccio narrativo: discorsi imparentati li avevo fatti con lei proprio sfogliando quel taccuino, l'ultima sera del Lucca Comics scorso. Non so se i miei deliri verbali la ispirarono in qualche modo, ma se quella volta nel brutto viaggio c'era lei, questa volta abbiamo perfettamente ribaltato i ruoli.
Insomma, forse sono a cavallo.
Ho trovato un segno* per una storia grossa (di cui per ora ho un succulento story, finito in stato allucinatorio, i miei aficionados storici potrebbero ricordare...), di cui avevo già accennato perché ci saranno anche i miei amati Pic e Sigh. Si chiamerà Uteri, Scheletri e Fantasmi. (La risposta è: no, non imparerò mai a tacere, quando le cose sono ancora in ballo!)
Queste crisi non passano mai in modo così poco doloroso, ma ho individuato un nuovo segno (e già sono felice) e mi sono ricordata una cosa importante. Penso di essermela ripetuta fino alla nausea, negli ultimi otto anni, ma è evidente che ciclicamente l'interrogativo mi si deve ripresentare: e in fondo fa bene. Ebbene:

L'IDEA PRIMA DI TUTTO

Devo assolutamente smetterla di scordarmi questo pilastro della creazione. Se non me lo scordassi, ma non me lo scordassi per davvero, non cadrei più nelle mie paranoie da autrice. La crisi di cui parlo nell'altro post è roba da psicanalisi. Figa, quindi, d'accordo, ma il problema è che io vorrei mi uscisse un segno che di per sé racconti me, racconti - attenzione - il mio punto di vista soggettivo, colmo della sua realtà, in tutte le sue sfumature, in tutto il suo sovrappiù di informazioni percettoriali. E' la solita storia, dai tempi delle medie, la solita storia: vorrei riportare la realtà. O meglio: dopo aver scoperto nel dolore che l'oggettività è un'illusione, volevo almeno riportare quest'illusione in modo fedele, ovvero con una perfetta soggettività, al contrario. Vorrei architettare un Nuovo Media che ci permettesse di far rivivere, al 100%, le noste percezioni e il nostro flusso di pensieri a qualcun'altro. Ma anche il cinema è infinitamente lungi da tutto ciò. Tanto per cominciare non abbiamo tatto, gusto, e odorato! (Forse il sesto senso invece sì, ma questo è un altro subpensiero, va là!) Ma nemmeno questo sarebbe esauriente. Probabilmente la verità è che... nonostante sia verosimile che un artista, per concepire un'idea, apra le porte della percezione un po' più del normale, è altrettanto verosimile che, per comunicarla, debba isolare quella, lei, solo lei, l'Idea, prendere Lei, portarla in corona, e mandare tutto il resto all'altro mondo, perciò, in verità, praticamente socchiudere le porte della percezione del proprio fruitore. Tutto deve portare all'idea. L'idea non è la realtà. Se la realtà fosse un terreno, l'idea ne sarebbe solo una zolletta germogliata: il creativo deve coltivare solo quella piantina... e potare con perfida cura tutto il resto. Lo scotto sarebbe perdere la nostra idea nella boscaglia, vedere la realtà riprendersela e mangiarla, disperderla. L'idea deve vincere su tutto, per l'idea il primo a sacrificarsi dev'essere l'autore, anche se può essere estremante dura (per questo è buono che il montaggio non tocchi al regista...).
Morale: in un disegno (come in qualsiasi altra cosa) non potrò mai restituire insieme ogni percezione che ricevo/riceverei dal soggetto. Devo chiarire cosa mi interessa raccontare.
È roba da ABC, vero?
È una regola d'oro, ma anche di ferro.
Solo che duole da morire.
Implica l'omissione, implica la deformazione.
La mia vita continua ad altelenare su quella maledetta frase di Huxley: siamo tutti delle isole, non possiamo comunicare, siamo soli.

...A parte io e Greta, dato che mi sono appena accorta che anche lei è innamorata di... Connor!



Grafomaniacalmente vostra
η


* E dato che sono tornata a parlare di segno, vi chiederete perché questo è l'ennesimo post con così tanta pappardella scritta, rischio di essere pedante, lo so, mi rischio la vostra attenzione, pure, per dirla in questi termini...
Chiedo venia, chiedo venia, chiedo venia ma:
- ho avuto poca disponibilità scanner;
- ho avuto poco tempo fisico per allenare la mia mano.
Riguardo i giorni delle vacanze di fineinizio anno, invece, di disegni ne ho fatti assai, ma moltissimi li ho donati, altri invece, eh, appunto, ero scannerless.

Ah, comunque la grafomania spinta è anche colpa del fatto che ultimamente sto riscoprendo assai la letteratura, sono tornata insaziabile, ho tanto bisogno di parole. Per altro oggi a due lire mi guardava, dal bancone, come ho potuto negarmi, dopo anni che ci inseguiamo? Era in quell'edicola... Finalmente possiedo e potrò sbranare L'idiota di Dostoevskij: ora sono una Persona minimante degna di essere chiamata tale.


UH! DIMENTICAVO!
In questo post, mi ero ripromessa di citare tre autori che hanno avuto il loro ruolo nel mandarmi soavemente in pappa il cervello. Già li conoscevo, ma in questi giorni di 'sta maledetta krisis, ho viaggiato per le rete epiletticamente...
Sono Daniel Egneus (UK/IT), Conrad Roset, da Barcelona, ma soprattuttissimo Amanda Vähämäki, finlandese (con una delle mie tavole preferite di Äitienpäivä, stupendo), che, per me, vince il premio del cuore "ti-racconto-con-tutta-la-naturalezza-e-spigliatezza-linguistica-del-mondo-la-mia-percezione-a-metà-strada-tra-sogno-e-favola".

Daniel Egneus
Conrad Roset
Amanda Vähämäki

Sunday, 6 September 2009

Recensioni di cuore e nuoverrrime avventurrre per Pic e Sigh


Sul sito del Centro Musica Il Cascinetto di Cremona, è uscita la prima recensione di Se ci piacesse morir di cuore, il demo dei Sydrojé di questa primavera, come sempre da parte di McA, che ha tenuto d'occhio i Sydrojé da quando ancora erano... i Rumori Di Fondo! (Taaaanto tempo fa...)


Adesso manca davvero poco all'uscita, invece, di Duende.
E vi dirò un segreto (quando scrivo così mi sento un po' Vincenzo Mollica, anzi, Paperica...): nel libretto con i testi ci saranno nuove mitiche gag di Pic e Sigh. COME CHI? Pic e Sigh sono il fantasma del passato e lo scheletro nell'armadio, quei due simpatici amiconi che per i Sydrojé, sul mio blog, sono già comparsi altre volte...
Ok, questa è un piccolo ritaglio di anteprima:



A proposito, vi dirò un altro segreto!
(E dopo, giuro, la smetto di parlare come una conduttrice televisiva, non so cosa mi prende!!!)
Sto lavorando a una graphic novel di quasi cinquanta tavole. Non avevo mai scritto una cosa così lunga. Era partito un po' come esperimento (costruire una sceneggiatura complessa, diciamo), ma ho finito per appassionarmici seriamente. Per ora c'è uno storyboardone (concluso). Prossimamente mi getterò nelle tavole definitive.
E la spifferata è questa: ci sono anche Pic e Sigh. Dannazione, ormai li adoro. Sono un po' i miei Peanuts - e non credevo, le strip mi piacciono, ma non mi ci sono mai sentita portata. Invece è iniziato tutto per caso... e me ne sono innamorata.
Però, oh, la storia non è tutta su di loro, eh! Ma... ci stanno, ecco.
Sono già super convinta del titolo:
Uteri, Scheletri e Fantasmi.
Magari più avanti metterò qualche schizzo.
Che bello. Sono mamma! ♥