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Wednesday, 22 June 2011

"Haselwurm" viaggia...

Haselwurm è stato selezionato all'I'VE SEEN FILMS 2011! Già questo mi rende contenta (si tratta di un festival internazionale bello sostanzioso, date un occhio alla giuria!): amo questo video e le persone che ci hanno messo animaeccore, tant'è che qui sul blog già ne parlai.
Ora, però, Haselwurm deve entrare tra i venti corti finalisti che saranno proiettati a Milano.

...Ci date una mano? :)


Serve registrarsi qui e confermare con la classica e-mail che si riceve poco dopo.
Dopo di che, loggandosi dalla pagina con l'intero elenco di film, basta andare alla pagina di Haselwurm: avviando il video, partirà un conto alla rovescia di qualche secondo, finito il quale si potrà votare. Anche il tempo per votare, però, sarà limitato da un altro conto alla rovescia, quindi occhio.
È un pochino macchinoso, ma non ruba neanche così tanto tempo... ;)

Monday, 13 June 2011

{GABBIA 19}↬ I pannelli e la performance "Mensa sull'abisso"

Abbiamo le foto dei pannelli ultimati, grazie ad Andrea Riboni, che ringrazio tantissimo, sia per gli scatti che per tutto l'aiuto che ci ha dato.



Abbiamo pure il video dell'inaugurazione, con estratti della Mensa sull'abisso (che, per intero, è durata circa un'ora, o forse più). Grazie mille a Eugenio Villani, che l'ha girato e montato.


La campana tibetana tra le mani di Federico Mecatti - Foto di Ribbon
Prima parte: Alessia Degani e Ialira Donar spugnano di nero la mia pelle - Foto di Ribbon
Attesa delle risposte al sorteggio - Foto di Ribbon
McA, sorteggiato, procura un danno fisico (anche se sembrava una carezza...) - Foto di Giulia Voltini
Ialira Donar, Erica Lanzoni, Maria Caletti, Valeria Muledda e Tamara Fragale, durante la prima parte - Foto di Giulia Voltini
Michelle Soledad Gorr, sorteggiata, procura un danno fisico - Foto di Giulia Voltini


Tamara Fragale sorteggiata, aggiunge un peso al fardello - Foto di Ribbon
Abo, sorteggiato, procura un danno fisico - Foto di Ribbon
Finale cedimento dopo la prima parte - Foto di Ilaria Moorg Borraccino
Alessia Degani prende i fili, le bucce di mandarino, i miei sogni disgregati... - Foto di Ribbon
Valeria Muledda cerca meticolosa dentro la mascella - Foto di Ribbon
Michelle Soledad Gorr, china sul suo cofanetto - Foto di Ribbon
Foto di Ilaria Moorg Borraccino
Foto di Giulia Voltini
Dopo la performance - Foto di Gianvito Cofano
Foto di Gianvito Cofano
Ialira Donar, Michelle Soledad Gorr e dietro Erica Lanzoni - Foto di Gianvito Cofano
 E ora, finalmente, mi prendo un istante per ringraziare una ad una tutte le persone che hanno dato vita con me alla performance Mensa sull'abisso. Ciascuno di loro è stato importantissimo e impagabile. O meglio: li pagherò con i pesci volanti. Ma vorrei tanto poter fare qualcosa di più. Ancora non mi capacito dell'energia e dell'affetto che ho ricevuto per questo progetto...

Grazie a
Alessia Degani
Foto di Ribbon
Alessia è a tutti gli effetti co-autrice della performance.
Mi ha aiutato senza riserve, ha preso il mio cervello e l'ha massaggiato come la pasta per il pane.
Ha anche scritto una cosa sulla Mensa...


Fino a che punto può spingersi il dolore umano?
Quanto le nostre mascelle potranno indurirsi e le nostre costole contrarsi prima di rompersi, esplodere?
C'è l'imite al dolore umano, sì, perchè c'è un limite alla sopportazione di questo.
Arriva il momento in cui le nostre ginocchia non reggono, cadiamo sfiancati.
Stanchi di quel dolore... d'una pienezza che ci porta al vuoto cosmico.
A quel punto non possiamo far altro che risalire, riemergere dagli abissi, aiutati da, che so, pesci rossi, ancelle, volti amici e altri volti... forse maschere, oppure semplicemente persone... uomini che stanno soltanto attendendo la verità e nel durante, si mascherano un po' per non mostrare gli occhi dell'incertezza.
In ogni modo, arriva qualcuno a prenderti per mano, scioglierti i capelli, slegarti e ad iniziare a mettere e togliere, mettere e togliere.
È vero, forse saremo sempre in una gabbia, sta ad ognuno pensarlo o meno, ma è importante ricordare - osservando attentamente intorno a sè - che, ad ogni fardello aggiunto, uno ne viene tolto.
È inevitabile il fardello, ineluttabile il dolore, ricordalo: tu ferisci e, a tua volta, sei costantemente esposto al danno.
Ricorda anche delle mani e dei capelli che sanno sciogliere le tue mascelle contratte e sciogliere i nodi che legano il fardello alla tua schiena.

Grazie a
Ialira Donar
Un giorno Ialira mi notò in Stazione Centrale, a Milano, e poi mi ritrovò sul suo stesso binario.
Sul treno, finalmente, si girò verso di me, senza pudore, e iniziammo a parlare. Ogni nostro dosato incontro è stato un evento, per noi, e abbiamo quasi paura a reiterarlo, perché è come se permettessimo a due vite parallele di specchiarsi: sia io che lei, abbiamo immediatamente visto il proprio io nell'altra, o, meglio, una variante del proprio io - un "io" se avessimo fatto scelte diverse, se avessimo vissuto circostanze diverse. Piano piano, stiamo facendo esplodere lo specchio, però.
Faremo un viaggio. Ce la faremo, maledizione!
Ha scritto qualcosa anche Ialira.


Meraviglioso il gioco del mondo!! Sorpresa è scoprire quale ruolo vestire stavolta! Rinasciamo morendo e vinciamo perdendo, godiamo soffrendo, sorrisi che nascono dalle lacrime e libertà che affonda le radici in una GABBIA.
Poco importa ciò che eravamo o ciò che siamo, in questa voglia di vivere senza dirlo a nessuno, che sta per trasformarsi in passione di esserci.
Inesorabile il cammino della memoria che si nutre solo di ciò che all'origine può essere assimilato, intrattenibile il rigurgito ancestrale di tutto ciò che infetta.
Ottimo veicolo questo corpo di carne, sangue ed ossa come mezzo di trasporto verso l'eterno.

Un sacro grazie a Eta, ben altro che la ragazza dai capelli a mantello e gli abiti sgualciti, per averci messi di fronte alla nostra sacra imperfezione.

Nelle mie fibre Eta, David, Axl.
Nel mio cuore Frèderic, Erica, la mamma di Eta, Valeria, i musicisti e il "pubblico" che ha vissuto con/per noi la performance.
Fra le mie braccia Michelle Soledad Gorr e Maria.

Mensa sull'abisso: per fortuna abbiamo trovato termini anche per definire l'indicibile e per fortuna l'indicibile continua a sottrarvisi.


Grazie a
Valeria Muledda
Frame dal video di Eugenio Villani
Non si può dire con precisione, ma credo che tanti dei germi che mi hanno trascinato in questo percorso siano stati depositati da lei, dalle cose che mi ha fatto scoprire e che mi ha aiutato a tirare fuori, con quei suoi gesti così puliti e necessari...
Quando ha accettato di partecipare alla mia performance, Valeria è stata meravigliosamente irresponsabile, perché non sapeva quasi nulla.
O forse sapeva già.

Grazie a
Ribbon
Dettagli di foto di Ilaria Moorg Borraccino e Giulia Voltini
 Del vortice in cui volevo trascinarla, prima della performance, a Ribbon avevo spiegato solo l'azione, non i tumulti che mi ci avevano portato. Ribbon sembra perennemente lieve e giocosa, vitale e contenta. Ma le foto che scatta, la musica che ascolta e il cinema che ama, fanno spiare ben oltre... Io non le ho spiegato nulla, ho comunicato silenziosamente a quella parte di lei. E quella parte di lei, il giorno dopo, mi ha scritto un sms in cui confessava di essere stata male, ma che era stato un male necessario.
Scusami per averti fatto male, nanetta, e grazie per avermelo lasciato fare.

Grazie a
Michelle Soledad Gorr
Foto di Ribbon
Fedele, algida e fragile, Michelle semplicemente c'è sempre e c'è sempre stata; non ha mai smesso di riporre con cura pezzi di sé dentro di me, spesso senza badare a quanto fosse insopportabile. Mentre cercavo di capire se si trattasse di darle un riparo ed espormi solo a nuovo dolore, ho scoperto che non ne posso fare a meno.
Pubblico un testo che  ha scritto, che non è nato propriamente per la Mensa, ma, in qualche modo, vi dialoga. 
  
Sappi che sei stato un traguardo di Libertà.

Feci piccoli passi verso l'infinito.
Impaurita dal suono dei tuoni che illuminavano il cielo, mi sporcai di fango percorrendo la strada.
Mi ero persa qua e là... E sapevo che sarebbe potuto accadere ancora, ma la pioggia scendeva
dal cielo purificandomi un po'.
Mi sentivo di nuovo bambina, la prima volta, sulla bicicletta. Pedalando, pedalando contro al vento.
Ginocchia sbucciate e sangue asciutto su pelle di seta.
Ricordai quel pezzo di strada compiuto prima di perdere l'equilibrio e cadere, come un traguardo di libertà.

Oh, eccomi infine giunta qui dopo mille e una caduta.
O forse un milione.

Quante attese passate e quante ancora devono arrivare prima di veder sorgere il sole.
Ma ogni tanto si ha l'onore di ammirare l'arcobaleno.

Mi legherò braccia e piedi e lascerò che il vento mi culli.
E che Tu mi distrugga se è questo che vuoi.
Oppure che tu mi salvi.

Grazie a
Erica Lanzoni
Foto di Giulia Voltini
Io ed Erica avremmo voluto che durante la performance lei tenesse in mano un coltello a lama doppia (ossia, senza il manico). Poi non abbiamo fatto in tempo a realizzarlo. Ma quello è l'esatto simbolo di ciò che ci unisce. Siamo per mano nella tempesta, piccola Sonica...

Ha scritto delle cose molto preziose.


È stata una cosa talmente intima...
La sera stessa ho visto troppe reazioni diverse, volevo solo starne fuori, troppe parole confuse...
Ho pensato «Non abbiamo giocato... Non è stato un gioco.»
Il giorno prima ero entusiasta, volevo giocare con Eta, fare un rito... Poi mi sono trovata lì... Praticamente a fare da spettatrice...
Non avevo mai assistito alle prove... Mi sono trovata là in mezzo... La campana tibetana ha iniziato a schiacciarmi il cervello, ho rischiato più volte di perdere i sensi, e intanto guardavo Eta ma non la vedevo, avevo paura di cadere e mi chiedevo se era il caso di allontanarmi lentamente, mi chiedevo come avrebbe reagito la gente se fossi caduta a terra... Nei riti spesso si andava in trance... Quindi sono rimasta... Studiavo la gente... Era impaurita... Se ne andava per non rischiare di essere troppo coinvolta... Aspettavo il mio turno, ma non è arrivato.. Guardavo il cane estremente tranquillo e mi chiedevo se fosse sordo... Poi finalmente il didjeridoo ha iniziato a cullarmi, il sangue ha ricominciato a circolare.
Guardavo Eta, ero ipnotizzata... Mi sono inginocchiata di fronte a lei e ho fatto quello che dovevo, ma volevo accarezzarla, volevo che tutti la amassero come me...
Poi non ce l'ha più fatta, è crollata, e finalmente le lacrime, tante persone le hanno nascoste, lo so...
Diverse volte ho visto Eta crollare e rinascere e tante volte lei ha visto me, ma così, in pubblico, è stato fortissimo. Si è aperta e denudata realmente, e questo è il suo coraggio e la sua forza. Io e lei da anni ci succhiamo energia, quella sana, ci rigeneriamo, me ne tolgo per dargliene e quando mi serve gliela riprendo, ci guardiamo nelle budella e ci svuotiamo.
Vederla crollare nella consapevolezza che "è anche per colpa mia" ti uccide.
 
Riporto qualcuna delle considerazioni origliate tra la gente fuori:
«...Si vede che è umile, non fa l'artista a tutti i costi...»
«...Ormai queste cose si possono fare solo nel contesto dell'arte, perché la gente non ci crede più nei riti... Ma non bisogna scherzarci, perché funzionano davvero...»
«...Sta bene con la pelle nera...»
«...Io non so dire se mi è piaciuto o non mi è piaciuto... Cioè...»
«...È molto vicino alla visione cristiana...»
«...Sono contento che non mi abbia chiamato...»
«...Però non ha messo davanti ad una vera scelta... Cioè, non si poteva scegliere...»

Grazie a
Maria Caletti
Il ruolo di Maria, forse, era il più difficile.
Non è giusto lo spieghi, però posso dire di essere contenta di averlo affidato a lei, che è sangue del mio sangue e ha condiviso milioni di volte il mio stesso punto di vista.
Maria vede molte cose. E ne capirà sempre di più. Probabilmente, molte più di me.
Aspetto il giorno in cui, anche se lei è più giovane di me, andrò da lei per imparare.
Ma forse già lo faccio.

Grazie a
Andrea Carasi
Storicamente, Andrea è un bassista e, nonostante gli anni di pratica e studi che ormai lo rendono un esperto, credo che lui non perderà mai la sua attitude totalmente più punk, più grunge, più noise. Come speravo, essendo anche un violoncellista che ha però in sé la ritualità del rock, del concerto rock, Andrea si è fatto prendere tantissimo da quest'esperienza, e ha trovato il suo piccolo magico modo di viverla...

Grazie a
Federico Mecatti
Federico quasi non mi conosceva ed in più è stato avvisato davvero tardi, ma, con una generosità rara, ha subito accettato e ha suggerito tante piccole cose cha hanno arricchito tantissimo quello che avevo in mente, sposandolo perfettamente: com'è subito entrato pacificamente dentro tutto, è stato un vero regalo inaspettato.


Last but not least, grazie a tutti coloro che sono venuti, sia durante la residenza creativa che all'inaugurazione, grazie a quelli che durante la performance sono rimasti immobili, a quelli che hanno partecipato attivamente, fotograficamente (Ilaria, Giulia, Abo, John, nonché Ribbon...), o iper-mentalmente, grazie a tutti...

Fede, David, voi due non posso ringraziarvi qui...


Chiudo con un'ultima impressione, arrivataci dalla nostra Stefania Mattioli, un'altra presenza un po' magica attorno alla Specie di Spazio...

Parole in libertà sulla Gabbia dove Eta sacrificale si è tinta di nero.
Moderna vestale neogotica, quasi una sorta di profanazione salvifica del sacro sepolcro, Eta è parsa come un Icaro femmineo prigioniera del Suo sogno creativo.
Invano ha tentato di spiccare il volo: piedi saldi al suolo legati dall'ineluttabile laccio, corpo appesantito da un fardello che in pochi hanno eluso.
Perchè ciò che deve accadere accadrà comunque.
Nella scatola luminosa di unaspeciedispazio era bello osservare le ancelle scalze, il rito dei gesti, gli sguardi astanti e silenziosi, i pesci volanti, il musico silente.
Quadro nel quadro, performance nella performance sono stati il pubblico accovacciato a terra, i fotografi a caccia dell'estetico istante, il bimbo curioso che si interrogava
sul perchè il cucciolo di bassotto avesse le unghie chiedendo il permesso di "accarezzargli gli occhi".
Anche gli scettici son tornati a casa con le mani colme di briciole grigie e un ricordo animato fatto di sospiri e colore, di attese e aspirazioni vitali.


Ciao mondo,
buoni terribili viaggi dentro e fuori dal muro...

Saturday, 23 April 2011

HASELWURM

Ci sono storie che vogliono essere raccontate.
Ci sono persone che si mettono a disposizione di queste storie, un po' come un medium e con la più nobile delle umiltà (quella di chi sa tutto e non ha bisogno di dimostrarlo).
Queste cose le ho imparate da un pugno di persone che mi è molto caro - circa lo stesso pugno di persone che ha concorso a iniziarmi al mondo del video.
Questo pugno di persone, insieme ad altri collaboratori, ha finalmente finito un cortometraggio che li ha impegnati per circa un anno (e in cui ritrovate quanto scritto sopra).
Queste persone sono soprattutto Eugenio Villani, David C. Fragale e Federico Fronterrè (con cui realizzai Una pianta carnivora mi ha detto che non mi ami più, anche perché quel videoclip costituì un piccolo momento di riscaldamento prima che loro si gettassero nella produzione intensiva del loro progetto).


Se credete che fare un bel cortometraggio complesso senza una grande produzione alle spalle sia impossibile, se credete che il cinema di genere in Italia sia scomparso, se credete non esista più la gente in gamba in questo Paese e in questo settore, ma soprattutto se invece ancora credete alle nostre vecchie storie dimenticate, anzi, soprattutto se non ci credete, e infine se amate le suggestioni di H. P. Lovecraft, W. H. Hodgson e Arthur Machen... questo video dovete vederlo. Ma vedetelo in ogni caso. E custodite la storia anche voi. Mi raccomando. Le storie devono essere raccontate. Quando manca perfino l'aria, le storie sono l'unica cosa che resta (Anansi lo sa).
 
 
Questo è il sito ufficiale (ancora in lavorazione) e la mail è haselwurm@gmail.com.

Chi ha un debole per lo sterminato mondo del character design e delle infinite possibilità di combinazioni di mostri, può godersi gli schizzi della creatura realizzati da David C. Fragale: ecco il I (qui sotto), il II, il III e il IV.

CREDITS
story and screenplay
David C. Fragale

produced and directed by
Eugenio Villani

director of photography
Carlo David Mauri

camera department
Federico Fronterrè, Carlo Mauri, Andrea Riboni

steadyman
Carlo David Mauri

postproduction
Federico Fronterrè

visual effects
Emiliano Guarneri, Tullio Zanibelli

creature design and effects by
Maresca Gambino, Mauro Maruca, David C. Fragale, Eugenio Villani

edited by
David C. Fragale, Eugenio Villani

sound mix
Marco Connelli

original soundtrack by
Maresca Gambino


Quella cosa
è più importante di te e di me...

Friday, 1 April 2011

Ever peeping all

Io non volevo esagerare e tirare corde e legacci mentali anche questa volta, così nell'ultimo post con i passeggeri metropolitani intrappolati nei miei fogli mi sono limitata a parlare degli spazi e dei treni e di Federica. Però qualcun'altro mi ha letto nella mente: naturalmente spiare la gente in metro e farne ritratti è una sorta di voyeurismo. Così, il mio schizzo, la mia bella Lara Piccirillo se l'è pubblicato sul suo tumblr Peeping Tom (di lei e dalla sua tesi ne avevo già scritto). Giusto a fagiuolo, per altro, perché venti secondi prima di leggere il suo post stavo sbavando davanti a un muro di finestre notturne iper suggestive, che mi sono ripromessa di fotografare per lei prossimamente. Questo spunto sul voyeurismo ormai mi s'è ficcato in testa e credo tornerà, spontaneamente, di tanto in tanto.

Siamo voyeuriste, ebbene sì.

Ad esempio, la nostra pianta carnivora non ha un atteggiamento voyeuristico, in fondo?

E collezionare video di gente che mangia*, non ha qualcosa di voyeuristico pure?

Io credo di sì. L'ho sempre pensato.
Lara mi ha più o meno consapevolmente illuminato su uno dei tanti fili rossi che imbroglia ogni cosa che faccio.


Comunque la tesi Lara probabilmente l'ha scritta solo perché così che abbiamo 'sto vizio lo si può ammettere manco fosse un vanto, hehehe.
...Eh, i vantaggi dell'atteggiarsi intellettuali!




* Noi siamo sempre in cerca di video, eh. Inviate, inviate, inviate. ;)

Friday, 11 February 2011

Post aggregativo di tre cose belle bellissime in ordine sparso

Uàn
Domani, sabato 12 febbraio 2011 d.C., si inaugura Il bosco di Kodama alla specie di spazio di Federico Fronterrè e David Chance Fragale. More suggestions sul bloggolo tutto bello nuovo di cui già vi ho parlato.

Naturalmente, ci sarò.


Ciù
Il nuovo numero di Frigidaire è a razzolare per le edicole, stategli addosso.


Trì
Del nostro amato videoclip Una pianta carnivora mi ha detto che non mi ami più, questo è il banner/posterino che abbiamo confezionato. Sarò coinvolta in modo troppo personale, ma me lo sono messo sul desktop perché non riesco a staccarne gli occhi di dosso. Carlotta è bella da morire, e lo sappiamo, la nostra pianta carnivora uscita dalle mani di Eugenio è ormai la mia rockstar preferita e adoro adoro adoro quello slavato estremo in cui abbiamo immerso tutto (con un bellissimo metodo originale, che però non racconterò qui, o non ora...).

Me le canto e me le suono tutta da sola, dite?
Mah, anche, forse, sì.
Ma più che altro venero i miei amici. Lavorare con loro, per me, è un onore e una gioia.
Mi ritengo fortunata, tanto tanto.
D'altronde, l'idea madre è di David. Ma la canzone, bellissima, ispiratrice, è di Stefano aka LinFante with Sydrojé. Carlotta è bella e brava, a me al massimo il merito di aver pensato a lei (ma come potevo non farlo?!). La pianta è di Eugenio e a muoverla, sotto, è David.  In tutto ciò, dalla pre alla post, anche Federico.
Insomma, ho degli amici meravigliosi.

Sunday, 6 February 2011

"Una pianta carnivora mi ha detto che non mi ami più"

È inutile, quel pezzo ci ha stregati tutti.
Maledetto Stefano Scrima, sia che sia sotto le vesti cantautoriali di LinFante che sotto quelle di frontman dei suoi Sydrojé!
Quel pezzo ci ha incanti.
L'abbiamo ascoltato ossessivamente.
Una volta passai una notte intera a riascoltarlo, in loop. Mi aveva prosciugato la testa.
Su David, invece, ebbe subito un effetto creativo molto più interessante. Anche perché c'era quel titolo, a coronare un brano così pregno... Le piante carnivore erano già materiale suggestivo per David. E David sapeva che lo erano anche per Eugenio... (A qualcuno torna in mente tal Audrey 2? Se sì, converrete con noi che un omaggio è doveroso, no?) Dal canto mio, essendo l'Officina Sydrojé, la mia presenza era assicurata. Ed era assicurata anche quella di Fede, che per Stefano aveva già realizzato Unghie e Fossette, in questo caso per il progetto parallelo de Il Re dei Boschi.

...Insomma, finalmente abbiamo l'onore di presentarvi il nostro video!
È una cosa piccola, ma sono davvero felice del risultato.
È una cosa piccola, ma l'adoro.



Un videoclip interpretato da
Carlotta Racchetti

Da un'idea di
David C. Fragale

Regia di
Eleonora Eta Liparoti ed Eugenio Villani

Fotografia di Federico Fronterrè

Montaggio e posto-produzione a cura di
Federico Fronterrè, Eleonora Eta Liparoti e David C. Fragale

Pupazzo ideato e costruito da
Eugenio Villani


Una pianta carnivora mi ha detto
che non mi ami più

LinFante
Sydrojé


Grazie per l'aiuto a Marina Brunetti e Chiara Brambati


La gestazione si è diluita decisamente troppo, ma poco male, questo momento è quanto mai gravido: iniziate pure a vociferare riguardo il primo vero album de LinFante (dopo il demo ispanico Hecho a mano arriverà qualcosa di più lungo e ufficiale), iniziate pure a fare tam tam, se vi garba, e, sempre se vi garba, diffondete il video dove vi pare. Sta per uscire qualcosa di nuovo dal pentolone, qui si muove tanta tanta roba. A dirla tutta, tutti i nomi legati a questo lavoro stanno ribollendo novità! :)


Tra un'inquadratura e l'altra, Federico e la sua instancabile fotocamera ne hanno approfittato per rubare ripetutamente l'anima alla nostra meravigliosa Carlotta: il risultato lo trovate sbirciando sul suo myspace.

Proprio a Carlotta mando, di nuovo, un grazie enorme per la sua disponibilità: questa fanciulla è perennemente di corsa tra un set e l'altro, ma nonostante ciò ha partecipato col suo solito entusiasmo travolgente! Perché è davvero travolgente, credetemi! (Certo, quella silhouette ispira leggiadria e beltade, ma, credetemi, avevo un ottimo motivo quando, tredicimila anni fa, la soprannominai Donna Danno! (...Carli, I love you!))

Thursday, 30 September 2010

L'eroe dei due mari

Ed eccolo!

L'eroe dei due mari di Giuliano Pavone, edito da Marsilio Editori:

booktrailer




Crew:

scritto e diretto da
Gianvito Cofano
Eleonora Eta Liparoti

direttore della fotografia
Alberto Mocellin

regia II unità
Filippo Leoni

operatore
Michele Bucci

tecnico audio
Riccardo Casiccia

fonico
Ludovica De Feo

location manager
Michele Bucci

montaggio e postproduzione
Brain Socket Studio
Federica Intelisano

aiuto speciale
Giuliano Pavone

Tuesday, 17 August 2010

They Eat

Eugenio Villani è una delle persone più fisiche che conosca. È come se fosse rimasto a quella fase dell'infanzia in cui, per conoscere il mondo, devi necessariamente passare per un'esperienza sensoriale. In qualche modo, esplora la carne, la sostanza, la materia. Ne è piuttosto consapevole. Tutto ciò, mi diverte. Così mi ha divertito da matti, quando, un anno fa, blaterava di un canale di YouTube in cui collezionare video di gente che mangia: prima di qualsiasi spiegazione, di qualsiasi confronto dialettico, credo di aver subito simpatizzato ed empatizzato il suo approccio. Tra una cosa e l'altra, alla fine mi sono fatta piacevolmente assorbire dal progetto, che inizia a prendere sempre più forma, nella sua orgogliosa natura di inutile bestia virtuale tra le mille cose strane e inspiegate che popolano il web.




Così adesso il canale di YouTube c'è, c'è una pagina su Facebook, c'è una casella e-mail (theyeat80@gmail.com) e c'è un MySpace - ed iniziano ad esserci dei video, hehe! Anche se è tutto perennemente in itinere.


Mais attention!
Bramiamo anche i video del resto del mondo a noi conosciuto e sconosciuto.
Ovvero: chiunque tu sia, sei ufficialmente invitato a inviarci il tuo video.
Mangia e filmati.
Che usi la webcam o una cinepresa, un cellulare preistorico o la 7D, non conta. Piazzati 'sta camerina sul tavolo o dove ti pare, e mandaci il video, così com'è.




-IT-
Il canale They eat colleziona video di persone che mangiano.
Se vuoi inviarci anche tu un video (non preoccuparti della risoluzione e della qualità, va bene ogni strumento, compreso il telefonino), caricalo su http://rapidshare.com/ (o un altro sito di sharing) e poi scrivici il link che ti verrà fornito a theyeat80@gmail.com, così lo scaricheremo.
Per qualsiasi domanda o per qualche problema tecnico, chiedici pure.
Grazie!

-EN-
They eat channel collects videos of people while they're eating.
If you want, you can send us a video too! (Don't worry about resolution or quality, videos taken with the cell phone are also fine.) Upload it on http://rapidshare.com/ (or another sharing site) and then send us the link that you've received at theyeat80@gmail.com. We'll download it!
If you have any questions or technical isues, don't doubt to ask!
Thanks!

-ES-
El canal They eat colecciona videos de gente mientras come.
Si quieres tu también puedes enviarnos un video! (No te preocupes por la resolucion o la calidad, los videos tomados con telefono celular estan bien también). Carga el file en http://rapidshare.com/ (o en otro sitio de sharing) y despues mandanos el link que reciviste a theyeat80@gmail.com: nosotros haremos el download.
¡Si tienen alguna pregunta o algun problema tecino, no tengan dudas en preguntarnos!
¡Gracias!

-FR-
Le canal They eat collectionne videos de jens en train de manger.
Si tu veux nous envoyer un video (ne te preoccupes pas pour la resolutiòn ou la qualité, le téléphone va bien aussi), tu charge le file en http://rapidshare.com/ (ou un autre site de sharing) et aprés ecris nous le link que tu recevras à theyeat80@gmail.com: nous déchargerons le file.
Pour toutes vos questionnes ou probleme tecniques, vous pouvez nous ecrir.
Merci!



L'attitudine che ci muove è il gusto un po' voyeuristico per questo momento molto intimo che, però, ci troviamo a condividere pubblicamente quasi sempre. Con primi piani diretti e senza nessuna premessa, quindi, vogliamo delle belle mangiate, senza pietà per tutti quei piccoli scivoli imbarazzanti (macchiarsi la maglia, farsi andare l'acqua di traverso, etc...).

Il numero di video da raccogliere è idealmente infinito: più varietà riprendiamo più sfamiamo la nostra curiosità. 

Dal nostro punto di vista, è un progetto che nasce con quella sete "collezionistica" tipica del web e di YouTube. Inoltre non siamo interessati all'aspetto tecnico, ma alla pura registrazione "documentaristica" della nostra sacra masticata. Non sappiamo prevedere esattamente che tipo di utenti guarderanno questi video, né come questi video potrebbero "farsi trovare". Ma crediamo che si tratti di quel tipo di idee "inclassificabili" che possono o disintiressare e annoiare nel modo più assoluto, oppure stuzzicare irreparabilmente e contagiosamente una categoria di persone totalmente trasversale: coinvolge la dietologia, lo sociologia, la psicologia, la mimica (e il teatro...), il feticismo per la "carnalità a 360°", la gestualità animale che è restata in noi, oppure l'alienamento fisico che porta al galateo più gelido, ...
Sguazzeremo nella libertà di star costruendo un-canale-di-iùtub, quindi se i video non avranno alcuna uniformità formale, non sarà un problema, anzi, non esiste un modo oggettivamente migliore per realizzare questi video, perciò anteponiamo la situazione e i mezzi del momento ai vincoli stilistici. A maggior ragione nel momento in cui ci apriamo ai video esterni...

Buone masticate.

Tuesday, 16 June 2009

7




Dedico un post a 7, un progetto che ha coinvolto diversi miei amici e mi ha visto impegnata nel fondamentale aiuto di spostare un tavolo!

Scherzi a parte, il mio nome compare nei credits solo per la loro estrema generosità, in verità il contributo l'ho guadagnato io, ad avere la possibilità di stare con loro durante le riprese, una bella giornata di questa primavera... Approfitto del blogghino per ringraziarli ancora una volta!

Il video è stato proiettato durante il CROCK, come già dicevo qui, dopo i Sydrojé e prima degli Afterhours. Ecco il bellissimo volantino dell'evento, con un fotogramma di 7 particolarmente evocativo:

Di seguito lascio il testo di presentazione che viene usato direttamente da loro. Buona visione!


Video realizzato in occasione della serie
di eventi 7NOTE (per info, vedi il sito, oppure il post sul blog dello Spazio Wunderkammer).

7 from Federico Fronterrè on Vimeo.


VIDEO CONCEIVED AND DESIGNED BY
DAVID CHANCE FRAGALE
FEDERICO FRONTERRE'
EUGENIO VILLANI

WITH
ALICE BONZANINI
CHIARA BRAMBATI
MARINA BRUNETTI
DAVID C. FRAGALE
ANNA CIGOLI
MARCO CONNELLI
FRANZISKA FREYMADL
ANTONIETTA LASTARIA

ART DIRECTION BY
DAVID C. FRAGALE
FEDERICO FRONTERRE'
EUGENIO VILLANI

DIRECTED BY
FEDERICO FRONTERRE'
EUGENIO VILLANI

ORIGINAL MUSIC BY
MARCO CONNELLI
WITH
MASSIMO CONNELLI (guitars)
NIKOLAS COMPIANI (drums)
CAMERA DEPARTMENT
LUCA BRAVO
EMILIANO GUARNERI

COSTUMES/MAKE-UP DESIGN BY
ELISA BOLDORI

SPECIAL MAKE-UP BY
EUGENIO VILLANI

OTHER CREW
SIRIA BERTORELLI
MARINA BRUNETTI
EUGENIO GUARNERI
ELEONORA LIPAROTI
LUISA PAFFI

PRODUCED BY
FROSTVIDEO
WARINHARI
SPAZIOWUNDERKAMMER

Per vedere il video a una risoluzione migliore visitate il sito: www.teleciocca.net/7