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Sunday, 16 March 2014

"Why Do You Knit?", a short-movie/long-trip (by one me ago)



I thank my friend Masha for insisting on making me subtitle my old short movie Perché lavori ai ferri?.

I made this raving, paranoic film more than four years ago, for an experimental course of my Bachelor in Media Design and Multimedial Arts; this very interesting course was named Theater, Real, Reality. I was already late and I had to hurry up, so many things aren't well done. Above all, now I hear different calls, so this film doesn't tell anymore what I feel I want to share.
Still, I think I never made anymore something good like that, in movies: the direction, the editing, was terribly fitting the idea – and I sincerely think there is "something extra". Because of the duende and because that time I probably made it to reach one of the effect I mostly care in cinema: that thing someone calls "Psychorealism".
I think there is "something extra" also because of not a few people telling me they did find much of themselves in it.
I want to thank them too, their feedbacks have been very important to me, to understand what I had done and what I could do, especially in that period of my life, so insecure.
All this, though, happened within the Italian language, so now I'm very curious to see if this video can create any similar reactions also subtitled in English, to not Italian speakers; it will be a little challenging – so, please, feel free to comment or write to me…

Well. Enjoy.
(But not too much.)









By the way, smiles, yarns and strangers are still among my favourite elements.
…As one can tell by the previous post, after all.

Tuesday, 27 March 2012

Altrove

Se mi veniva chiesto di cosa tratta la mia tesi, prima di discuterla citavo il processo creativo.
Se mi viene chiesto di cosa tratta la mia tesi, ora che l'ho discussa cito il fallimento.

L'idea originaria era, circa, di scrivere del processo creativo mentre io stessa creavo un'animazione. Un'animazione priva di un soggetto o di un qualunque storyboard da seguire, un'animazione decisa giorno per giorno. Nella tesi scritta, avrei quindi parlato anche del personale processo creativo che avrei vissuto realizzando questo video.

Nei mesi che mi sono concessa, però, qualcosa è andato storto. Le espressioni comuni che potrebbero dare un'idea di quello che è successo sono "blocco creativo", "crisi esistenziali" e cose di questo tipo, amplificate, intrecciate, sovrapposte, esplose e implose.

Il mio processo si è mangiato il progetto.
Il mio progetto è diventato il processo.

Ho sempre concordato con l'idea che il percorso possa valere forse più della meta, ma a patto che questa non diventi una scusa per la propria arrendevolezza.
Fino all'ultimo, ho sperato di farcela.
In quei momenti in cui vedevo delle immagini nella mia mente che avrei voluto rappresentare, ero euforica, ero veramente stravolta dall'ispirazione. Io lo volevo fare davvero, ci tenevo.
Ma, appunto, qualcosa è andato storto.

Sicché è questo qui sotto il video che concretizza il mio processo creativo — il video che ho presentato durante la discussione della mia tesi.


Se vi state chiedendo se avete dei problemi di visualizzazione, no, non li avete, sono proprio cinque secondi di nero.

Nonostante il mio parto creativo sia finito con un bimbo già morto in grembo, la gravidanza c'è stata eccome. Il processo, per quanto fallimentare, è avvenuto.
Questo processo è quindi ciò che ho comunque tentato di spiegare nella tesi scritta, che potete leggere online qui.
Non crediate che leggerla al monitor sia una modalità in surrogato.
Io stessa l'ho scritta e per prima fruita a monitor, chiaramente, e la mia attitudine era affine a quella dello stream of consciousness, che, in un certo senso, percepivo anche nell'atto dello scrolling. Scorrere un unico nastro verticale di parole è un atto di lettura ininterrotto, non spezzato dalle pagine da sfogliare (così ordinatamente divise tra pagina a sinistra e pagina a destra e retro e fronte).
La versione cartacea è stata rilegata come una fisarmonica verticale, con un pezzetto di scotch lungo la parte corta del foglio: anche in cartaceo, quindi, la mia tesi è un unico nastro verticale (piegabile).
Il processo si è mangiato il progetto, dicevo, e per questo motivo ho stampato sui fogli di animazione che riportano su un lato i buchi da registro. I fogli su cui dovevo disegnare, sono diventati i fogli su cui c'è scritto perché non ho disegnato.
Quanto a copertine e rilegature, naturalmente non c'erano. Ho presentato la mia tesi sbattuta dentro un sacco nero dello spazzatura.


Questo è più o meno quanto serve sapere per fruire del mio lavoro.
Però vorrei aggiungere una considerazione a posteriori.
Il mio lavoro è andato bene, è stato apprezzato. Cose che possono accadere nelle Accademie di Belle Arti, non a Giurisprudenza, naturalmente. Ne conosco anche il motivo, lo condivido.
Conscia di una modalità simile, io avrei potuto fare la furba, calcolare tutto ciò mesi e mesi prima, e spassarmela per tutto il tempo di mezzo.
Invece sono sensibilmente tonta, quindi, quei mesi, come dicevo, sono comunque stati di sentita gestazione. Vissuta tutta, fin troppo.
Non per drammatizzare eccessivamente, ma la metafora della gravidanza è davvero calzante. Prendetela con le dovute pinze, non voglio paragonare l'entità delle due esperienze, ma voglio sfruttarne i paralleli per spiegarmi.
Del mio parto di bimbo morto non potrò mai essere contenta, gioiosa, euforica, nonostante tutti mi abbiano tenuto la mano e mi siano stati vicino comunque se non di più, quando è successo. Anche una gravidanza che va male è un'esperienza "interessante" da condividere, d'altronde. Lo riconosco. Questo deposita in me consolata e mesta fierezza. Soprattutto perché chi viene a contatto con questa storia ne resta piuttosto colpito, di solito: questa storia comunica. E lo scopo primo è sempre quello lì: comunicare. Se tutto ciò, quindi, può portare qualcosa a qualcuno e lasciare qualche piccola traccia dentro altri corpi, io sono già soddisfatta, profondamente. Alcune persone mi hanno dimostrato veramente tanto apprezzamento, tanta empatia, addirittura tanta stima, soprattutto qualcuno mi ha dimostrato di esserne rimasto "turbato" nel senso più nobile, mi ha dato l'impressione che ciò che ho vissuto io germogliasse viralmente anche in altre persone, potesse far riflettere. Questo è molto importante; questo mi tira su. Però tutta questa storia resta una nascita mancata, quindi la mia soddisfazione non sarà mai una sensazione del tutto positiva. Non sto elemosinando pacche sulle spalle, per nulla al mondo. È lampante, però, che non posso indossare la gioia di un vero vittorioso, tutto qui. Lo dico in modo sereno, ormai, quasi come cronaca di un ricordo di me.
Essendo una tesi così criminalmente personale, ho a lungo esitato dal renderla pubblica.
Per altro detesto il modo in cui si chiude, brusco e incompleto, avrei preferito avere il tempo di un finale che cullasse e risolvesse. Ma in fondo va bene anche questo, è fedele rispetto a ciò che mi è accaduto sino al giorno prima della mia discussione (il mio processo non si è risolto).
Ora che il tempo (un mese e mezzo) ha attutito tutto, mi sento di farlo, specialmente perché sto ricevendo la sensazione che ne possano beneficiare altri, appunto, e perché varie persone mi hanno chiesto di leggerla.
Quindi, che sia. Diamoci in pasto, lasciamola uscire, dimentichiamoci di ciò che ero quando l'ho scritta. Se qualcuno darà fuoco a quella me, poco importa, non sono già più io.



In nome di tutte la miriade di idee che una mente creativa può sfiorare ogni giorno, la maggior parte delle quali, in realtà, non potrà mai essere realizzata...

Saturday, 18 February 2012

Lividi /// Epic Fail



Finalmente di nuovo un livido degno di tal nome, ultimamente mi ritrovavo delle sfumature timidissime che non valeva la pena documentare. Per la prima volta, di come mi sono fatta il livido possiedo anche il video, che poi è l'atto tradizionale post-proclamazione del voto che avviene nella mia accademia, dopo i diplomi: dobbiamo staccare lo striscione col nostro nome, appeso nel campus.

Sia la foto che il video sono della mia prode Greta Xella. La foto è su mia richiesta, mentre il video è proprio una sua bravata e basta - bastarda ♥. La voce che grida "salta!" è la sua, infatti.


Grazie a tutti quelli che.
Ma tanto.
:)

Tuesday, 29 March 2011

Estranei, spazi, estranei

È assodato: vedere estranei a contatto, nei treni, nelle metro, nelle sale d'attesa, ... ci fa pensare. Non basta nemmeno l'onda lunga del meraviglioso Il cielo sopra Berlino, perché le cose da dire restano tante (e ognuno ha il suo punto di vista differente).
Così, io, che amo le coincidenze, per una volta non ne trovai, quando, proprio mentre sbattevo la testa su Perché lavori ai ferri?, seppi che Federica Orlati stava lavorando a un cortometraggio che aveva temi vicini: non le trovai perchè, ormai lo so, le idee sono nell'aria. Da qualche tempo questo corto è online e ho piacere a segnalarvelo: Intercity Notte - Appunti di viaggio. Guardatelo, perché, semplicemente, dà davvero.

Comunque, coincidenze o no, le affinità elettive che provo nei suoi confronti restano forti forti forti. Il conto alla rovescia per la fine del nostro triennio universitario è iniziato (io e Federica frequentiamo lo stesso corso), per cui io non posso che augurarmi che, persone come lei, possano restare compagne di viaggio anche in futuro. Anche perché con lei ho sì collaborato, ma, decisamente, non abbastanza. (Proprio con lei e poi con la nostra amata Giulia Trincardi, scrivemmo una storia giusto sulle idee che sono nell'aria, per altro; non proprio su questo, forse, ma anche...)
A proposito, ne approfitto per rimediare alla segnalazione mai fatta di una di queste collaborazioni: il booktrailer di Creazione di Gore Vidal, che ho doppiato. La mia voce è quella di una persona che non ha mai pensato al doppiaggio seriamente (anche se mi è capitato più volte, in questi tre anni, e mi diverte parecchio), quindi niente di che. Ma io ve lo consiglio soprattutto per l'idea audiovisiva che ha avuto Federica. Mi piace tanto quello stile, così "fatto a mano", specie se coronato da un'idea che chiude tutto a dovere.

Be', comunque questo post lo avevo aperto solo per pubblicare l'ultimo tris di ritratti che ho fatto stasera, sulla mia brava linea verde.


La tipa a destra forse mi aveva sgamato, a ritrarla. Il giovincello in centro, invece, era proprio perso via... E forse mi aveva beccato perfino la tipa a sinistra (che in realtà si è seduta quando gli altri due erano già alzati, sono una vera menzoniera, bwhahhaaha). Insomma, mi sa che non sono molto furba a non farmi stanare. Divertente, però, notare come in metro nessuno mi rivolga la parola, nemmeno chi è seduto schiacciato contro di me e di certo nota cosa faccio. Ai concerti, per esempio, le persone a cui suscito curiosità si interfacciano sempre con me, mi fanno domande e commentano. Sul treno, invece ancora, mi capita semplicemente di potermi nascondere meglio (le poltrone sono disposte in modo da creare spazi più inventabili), ma mi capita anche chi rompe felicemente la bolla e mi parla. Questo è uno dei motivi per cui amo disegnare in luoghi pubblici: studio sociologia a modo mio, generando situazioni impreviste, pur nella loro timidissima sobrietà e inoffensività. Tutta una serie di pensieri, questa, che è ancora una volta legata a Specie di spazi di Georges Perec (ne parli qui mesi e mesi fa), nonché ad Una Specie Di Spazio, sia per il suo "manifesto" che per il progetto che mi coinvolgerà lì, prossimamente...

Stay spugnosi,
Eta


P.S.: A ripensarci, tra Perché lavori ai ferri e Intercity Notte una coincidenzina c'è. Ma vediamo se qualche attentissimo ci arriva da solo... Non mi stupirei se non la notasse manco Federica stessa. :)

P.P.S.: Dopo le opere di Wim Wenders e Georges Perec, c'è qualcos'altro che proprio non riesco a togliermi dalla testa che è strettamente legato a questi discorsi, ossia il finale di LMVDM di Gipi. Chi l'ha letto può capirmi, ne sono certa. Quella tavola è come un fantasma del passato, mi torna in mente spessissimo, quasi come se quella porzione della memoria di Gipi si fosse registrata in me come se fosse mia. Quella tavola finale conta nel mio giro inconscio come se fosse un ricordo mio! Dovrebbe dirmelo uno che decodifica le sinapsi, forse, ma ne sono praticamente convinta.

Thursday, 20 January 2011

«sono il tuo abisso stasera! :)»

Questa è una di quelle nottate di totale blocco. Le cose da fare sono talmente tante che vanno in un corto circuito che m'impedisce di dar loro un ordine di urgenza. Il tutto annega mentre vengo pateticamente vinta da tutti i miei pensieri (tra i quali il panico di avere un mucchio di cose da fare).
Io mi ostino alla felicità. Spesso cerco di comunicare positività e ogni tanto mi riesce, credo. Ma non serve conoscermi neanche troppo bene per vedere che si tratta di un continuo altalenarsi di entusiasmi e paranoie.
Stasera vincono le seconde, anche se si stanno accontentando di non fare troppo baccano. Cercando di regolarle, la mia testa insegue le briciole di una mia cara amica, Giulia Trincardi. So che anche lei conosce bene certi moti interiori, ma ciò che mi ha sempre affascinato in lei è quanto li destreggi elegantemente. (Be', confesso che forse mi mancano i siparietti più intimi che può concedere all'apice del pathos, ma il mio stupore resta.)

Giulia mi ha stupito sin dalla prima volta che l'ho notata. Eravamo a lezione, in Naba; le venne chiesto di fare un intervento non dal proprio posto, ma "davanti a tutti". S'intrecciò su una sedia e parlò. Non ricordo esattamente di cosa si trattasse, ma forse doveva spolverarci la memoria riguardo un mito greco. Dovetti necessariamente ritrarla.

Può sembrare una banalità, ma ho sempre pensato che fosse difficile riuscire a condividere la propria cultura senz'apparire fastidiosi, anche perché sono in molti a tradire invidia e acidità di fronte a chi sa. Ebbene, la cultura di Giulia è diventata immediatamente un "punto fermo" tra i miei compagni di corso (siamo una quarantina, quindi le nostre dinamiche non sono troppo dissimili a quelle delle classi delle superiori...). Insomma, tutti sappiamo che Giulia è quella che sa "queste cose" (anche perché la maggior parte di noi, invece, ha fatto studi artistici). Forse è solo una mia impressione, però lei condivide continuamente il suo mondo senza mai far pesare i dislivelli. È lieve ed elegante, in tutto. Era lieve ed elegante nel modo in cui, con disinvoltura, si era posata su quella sedia. Perfino nei vestiti che indossa, c'è definizione, chiarezza, sobrietà - oserei dire pacificità. Anche quando lascia sgonfiare la sacca di turbolenze che l'anima (per esempio nei suoi disegni) non si avverte mai confusione irritante, tutto è docile, leggero. Mai scontroso (benché Giulia sappia essere ben agguerrita, quando serve. Ma quando serve! Mai in momenti inopportuni).
Il suo inferno si manifesta con gentilezza.
Questa formula umana io la trovo curiosa, quasi inspiegabile; comunque decisamente distante da me.
Come tutte le cose straniere, mi attira.
Vorrei capire "come fa".
Così ogni tanto seguo le sue briciole, appunto.
Per questo stasera mi sono decisa finalmente a vedere la sua puntata imprescindibile di Neon Genesis Evangelion: La bestia che gridò amore nel cuore del mondo. Una bella inizione di tormento.
Come avevo supposto, ha sortito su di me l'effetto desiderato.
Come temevo, mi sono ritrovata.

Giulia mi aveva avvertito, passandomi il link della puntata...

«va che ti becchi un bel tour nella jul con questa. :D»
«è esattamente ciò che voglio.
ho addirittura la sensazione che se conoscerò meglio te, conoscerò meglio anche me.»
«sono il tuo abisso stasera! :)»

****

...Nel frattempo si sono fatte le 4 di notte. Accade troppo spesso.
Vorrei essere più rigorosa, con me stessa: tutti i genii erano dei grandi lavoratori! Questo non lo dico io: lo dice il professore della stessa lezione in cui ritrassi Giulia, ai primissimi tempi del primo anno di Naba...



Ora più che allora, questo disegno dev'essere monito...
Spero mantenga il potere magico che gli conferii..

Thursday, 18 November 2010

Il Caos bolle nelle nostre tre teste


La canzone del post precedente c'entra ancora: In the Backseat degli Arcade Fire.


Questi sono degli appunti rapidi di frammenti di un'animazione che sta bollendo or ora tra moi-même, Giulia Trincardi e Federica Orlati (due ragazze stepitose con cui ho scoperto quella Sintonia che è così preziosa e speciale...).




Per ora siamo in fase preproduttiva, ma siamo già fottutamente euforiche.

Non so bene come potrò seguire quest'Idea, ma le voglio un bene spropositato.


Si preannuncia un terzo anno più tentacolare degli altri, ancora e sempre millecoseinballo.
A meno che mi riesca il miracolo di chiudere in tempi sensati ciò che è sospeso da troppo e fare... non dico una cosa per volta... ma vedere se riesco a fare un po' di ordine, di farmi polso sul metodo!
Un po' ironico, dato che quest'animazione ha come tema di partenza il Caos, no?

Sunday, 3 October 2010

Mi piace farlo in due

Mentre il booktrailer de L'eroe dei due mari continua a diffondersi e Giuliano si gode questo momento particolarmente gioioso, io torno alle mille cose che ho in ballo.

Image and video hosting by TinyPic
Fuggo verso me

Queste foto ritraggono Camilla Bruneri, aka Cienfuegos, come la soprannominai io tanto tanto tanto tempo fa, quando io e lei condividevamo i primissimi esperimenti fotografici e ci usavamo reciprocamente come modelle. Averla ancora davanti l'obiettivo è stato bellissimo, oltre che un po' nostalgico...

Le avevo chiesto di posare per inserirla in un progetto fotografico del quale avevo già accennato, ma queste immagini sono degli extra nati da lei: forse riuscirà a pubblicare prossimamente il suo primo libro - cosa che le auguro con tutto il mio cuore - e in quel caso ci teneva ad avere una mia foto com copertina.
Dopo una simile lusinga, non posso che sperare di essere stata all'altezza.

La Mia Direzione

Riemersione

Troppo lontana, troppo vicina

Terribilmente limpida, terribilmente controversa

Se c'è una cosa che amo del navigare tra diversi mezzi di comunicazione è il modo in cui ogni volta cambiano certi aspetti creativi. Se il disegno può essere la via più solitaria e individualistica, per esempio, il video ovviamente è l'opposto. E in ogni modalità, naturalmente, ci sono pro e contro.
Ecco, di un set di foto come queste non posso non amare il modo in cui sono nate in due.
Grazie, Cami.

Thursday, 30 September 2010

L'eroe dei due mari

Ed eccolo!

L'eroe dei due mari di Giuliano Pavone, edito da Marsilio Editori:

booktrailer




Crew:

scritto e diretto da
Gianvito Cofano
Eleonora Eta Liparoti

direttore della fotografia
Alberto Mocellin

regia II unità
Filippo Leoni

operatore
Michele Bucci

tecnico audio
Riccardo Casiccia

fonico
Ludovica De Feo

location manager
Michele Bucci

montaggio e postproduzione
Brain Socket Studio
Federica Intelisano

aiuto speciale
Giuliano Pavone

Monday, 27 September 2010

L'eroe dei due mari /// "Pericolosamente sbilanciati verso la follia"

Di solito io e il signor Gianvito Cofano battibecchiamo sempre, su tutto, soprattutto su ciò che ci appassiona di più, quindi figuriamoci sul video, dato che sia io che lui studiamo Media Design in Naba, per cui tutto ciò che è audiovisivo o implica un atto creativo calamita i nostri cervelletti...
Perciò è stata un'enorme sorpresa - un po' soddisfazione un po'... vergogna (hihi) - quando abbiamo scoperto che sia io che lui avevamo avuto praticamente la stessa idea per il booktrailer che c'era da realizzare per un esame.

Il progetto si prospettava particolarmente interessante, perché si trattava di un lavoro con un team di compagni di corso piuttosto nutrito e soprattutto perché era una collaborazione con la Marsilio Editori.
Il libro proposto era L'eroe dei due mari, di Giuliano Pavone, che, curiosamente, è un libro che gode di un tam tam di passaparola che l'ha reso caso editoriale ancor prima di essere pubblicato.

Ora le riprese sono finite da un po' di giorni e ormai a darsi da fare sono principalmente i ragazzi della post produzione.

Riccardo Casiccia, preziosissimo aiuto, quando non era impegnato sul set come fonico, attore o Sacro-Jolly-dio-ti-benedica, è riuscito pure a scattare un po' di foto di backstage (e badate ai titoli imbecilli che s'è tirato fuori!)


Questa foto, però, è di Ludovica De Feo, fonica e vittima sacrificale (il tonno avariato non è uno dei cibi più sani...).


Questi siamo Abo, io e John, il solito trio maldito.

Last but not least, un bel racconto di quest'avventura lo potete leggere da un'altra parte, in verità: proprio Giuliano, che ha intensamente collaborato con noi, ha scritto un post molto divertente e simpatico su tutto il nostro hellzapoppin' di deliri da videomaker ventunenni...
Dice che siamo una troupe "pericolosamente sbilanciata verso la follia"... Ma noi siamo ancora convinti di essere i più sani di tutti! :P


...Aspettando l'uscita ufficiale, grazie a tutti ancora, anche qui, pubblicamente.

Tutte le persone che ci hanno aiutato e che hanno lavorato con noi sono tante, troppe, ma quando avremo il booktrailer ci saranno tutte. ;)


Uh, dimenticavo la chicca.
In un momento di panico (poi risolto), Alberto, il mio biondo nonché il nostro uomo-della-luce-direttore-della-fotografia, ha dovuto indossare la divisa da calciatore.
Ebbbene, non trovate sia la più bella ballerina mai vista in tutta la vostra vita??

Hihii!!! ♥

Wednesday, 8 September 2010

"Le tue cose sono Belle, Sonica"

Dal post di ieri ne sono rimaste due fuori (blogger non le prendeva).


Questa fotina l'ha fatta Sonica a me, invece, rubandomi la macchina per un momento (io l'ho lievemente postprodotta).

Ero intenta a contemplare, perdendomi tra tutti i suoi oggetti, al posto di aiutarla a metterli via...

E ora ci siamo, mes amis, e l'esamuzzo è domani pomeriggio.
Ho tutto l'occorrente, adesso mi apro un tutorial di Giovanni Muciaccia* e creo il mio libricino con tutte le stampe delle fotine! Iuppi iei! :)

* Mento. Non posso dirlo neanche per scherzo. Non tradirò mai il MIO vecchio programma!!! Dio, mi viene da piangere!!! :'(
(Forse ne avrà un bel ricordo anche Elisabetta C., la mamma di G. T. Elisabetta, ci sei? Smack!!!)

Wednesday, 1 September 2010

They saw me dancing and they told me to stop


Da tempo il mio biondo fiancé ha un soggetto in mente, ma per diversi motivi, alla fine, non ne ha più fatto niente. A me ha sempre divertito, perciò spero che, prima o poi, ne tragga un corto. Ma, nel frattempo, abbiamo sfruttato questa idea per adattarla a un machinima che dovevamo realizzare per un esame Naba.

Se non sapete cosa sono i machinima, non preoccupatevi, non in tantissimi li conoscono, anche se si stanno diffondendo sempre di più. In breve: abbiamo registrato lo schermo di una partita a un videogame (The Sims 3, che è il più comodo per questi scopi). Abbiamo realizzato i personaggi e li abbiamo guidati in modo da far fare loro ciò che ci serviva per la nostra storia e poi, semplicemente, siamo passati al montaggio.



Dato che sono una stupida, allego al post due disegni che illustrano come il mio intestino abbia subito un percorso morte-rinascita un po' parallelo a quello del nostro protagonistuccio...




Per altro in questi radiosi giorni di dolore, ho potuto scoprire che sono una vera mollaccia lamentosa e insopportabile. Mi chiedo come farò da vecchia, se dovrò vivere dipendente da tubicini e artificiali sostegni vitali. Ho scoperto che ho il terrore di come il mio corpo possa andare perdendo colpi. Credo sia parzialmente colpa di certi autori che mi hanno splendidamente deviato l'immaginario, tipo il signor Bukowski, ma soprattutto il signor Palahniuk, che mi ha costretto a rimuovere il suo Soffocare se non volevo diventare totalmente paranoica. Siamo una macchina che si distruggerà, siamo fragilissimi, moriremo, ma preferisco non saperlo. Oppure tatuarmi una foglia secca figlia del Barocco che sancisca finalmente la nostra caducità - per poi non pensarci mai più.
Bah.


Ah, dimenticavo, se vi sembro eccessivamente demenziale, scarico le responsabilità su uno che almeno ha un nome a difenderlo! :P
La cacca è una cosa seria.

Specie se temevo di non liberarmi in tempo per la magica giornata di domani, in cui vedrò a Bologna i miei adorati Arcade Fire (che come vedete infilo ovunque...)! Posso morire! :')

Tuesday, 27 July 2010

L'ultimo giorno /// C'è!

Girato nello scorso freddissimo dicembre milanese, eccolo!

(Magari cliccate sul bel bottoncino a destra con le quattro freccette verso gli angoli, così lo vedete a schermo intero ;) )



Ancora, infinitamente,
GRAZIE
a tutti quanti.



E qui mi concedo anche un ovvio enorme grazie, l'ennesimo, anche al nostro Gianvito: 'sto figliolo è la persona più positiva che io abbia mai incontrato sulla faccia della terra. La sua è una bizzarra forma di intelligentissima stupidità che l'ostina alla felicità - e non so quanti beni maggiori ci siano.
Ma qui si è trasformato nel più decadente dei decadenti, a nostro e mio (e spero vostro!) puro godimento: ci è riuscito benissimo. E tutti i pugni e i calci alle pareti e le spalle strette per il freddo, be', in quelle cose c'è poca finzione. Si è squarciato le mani e ha sopportato tutto il gelo milanese dell'inverno spietato che è stato. Senza-dire-bah. Non è da tutti.
Quanto spessore aggiunga la sua immagine al nostro video, poi, non serve spiegarlo, credo. :)


Enfin, ricordo che dal sito de Lo Studio Staff potete scaricare gratuitamente l'intero album: Versus.


Friday, 23 July 2010

L'ultimo giorno /// A BREVE!

E dopo una lunga attesa, miei cari peperoncini e caramelle, ecco a voi la preview del nostro videoclip L'ultimo giorno!



Tutto il nuovo album è in free download sul sito de Lo Studio Staff.

A brevissimissimo l'intero videoclip!

E domani, se siete a Imola, andate alla prima della proiezione!

Thursday, 22 July 2010

Estage

Da oggi io e i miei fedeli banditi Alberto e Gianvito possiamo dire di essere ufficialmente in vacanza! Saranno comunque vacanze tartassate di impegni, ma pur sempre vacanza. Fino a oggi, infatti, siamo stati occupati su dei set di un progetto Naba per Fashion Design, come stagisti. Abbiamo lavorato sodo, ma... i ricordi fotografici sembrano i ricordi di una festa, hehehe! Questo a causa del nostro disgraziato Flavio Mancinelli, uno dei due fotografi: quando ci mettevamo a saltare sulla musica, già con il loro schema luci bell'e pronto, ovviamente non ha resisistito - e noi d'altronde siamo dei pavoni ubriachi, quindi ben venga!


John, Abo y me misma
Io e Flavio, nel pieno del furore

Voglio buttarmi!
Questo è Duende - lo è
Questa invece è beata demenza!

E adesso non vedo l'ora di tirare un piccolo momento di sollievo e tornare a sputare sangue sulle tavole.
Intanto, di nuovo grazie a Flavio - al quale devo un ritratto (non l'ho scordato!!!) - e a tutta la... NoMoneyProduction! ;)

Wednesday, 19 May 2010

Ricci e mandarini à go go


Domenica ci siamo immersi nel Parco di Robecco d'Oglio, per me e soprattutto per le mie ricce amiche robecchesi un luogo imprescindibile.

Tutto è nato da Alessia Degani (la rossa che potete vedere nelle foto).
Alessia, anzi, per me Axl, a trip nel cranietto sta forse messa peggio di me... Da questo cranietto, quindi, è nata un'idea alla quale mi ha chiesto di collaborare per trarne un video.

Le riprese e il consueto delirio ci sono, intanto (per tutto ciò che è post mi avvalerò della complicità di Miss Federica Intelisano).
...E per convidere un po' di "preview", ci sono delle foto scattate da David Fragale (merci, mon ami).





La splendida gente che potete contemplare, corrisponde ai nomi di: Vanessa Anzoni (la signorina coi capelli corti), Mattia Vacchelli (l'unico ragazzo seduto nel prato), Erica Lanzoni (la bionda che da queste parti potete avere già incontrato...) e Federico Fronterré (l'orso vicino a me).



Baci verdi come l'erba e rossoaranci come i mandarini e i capelli di Axl
Eta

P.S. Sarebbe stato bello avere anche delle foto della mia posa ridicola quando ho dovuto fare delle riprese da una scala di tre metri: giusto a testimoniare che ogni tanto, per caso per caso, riesco a non farmi male nonostante tutto suggerisca il contrario!

Sunday, 28 February 2010

Dead by Dawn /// Altre foto di backstage

Cullo e salo un po' l'attesa del booktrailer per Dead by Dawn di Alessandro Boni (per chi si fosse perso il primo post, eccolo).


...Pregustatevi alcune delle nuove strepitose tavole che Alessandro sbatte in anteprima sul suo blog:



Inoltre ecco alcune delle immagini di backstage che scattò, in pellicola, Alberto Mocellin (che si era anche preoccupato della direzione della fotografia - oltre a dare una mano in tutto).


Michelle Soledad Gorr, in attesa.
Io - tentando di prendere decisioni in tempo utile.
Costumi



Trucco




Io, Michelle e Gianvito.



"Mo ti faccio vedere io!"






A proposito, finalmente Alberto ha caricato on line le sue fotografie - se volete tenerlo d'occhio: acqua sintetica, su carbonmade.