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Thursday, 23 June 2011

IRON ON AIR /// Non dimentichiamoci le cose importanti.

Questa sessione d'esami, lo devo dire, non è stata proprio un successone.
Periodo intenso, mi dice la gente.
Sì, senz'altro.
Ma la verità è un'altra.
Io e John abbiamo tardato troppo col nostro rito, con 'sta scusa che ora non sono più a Milano e lui sì.
...A ogni sessione d'esami scattava l'AIR ALBUM...!
E quest'anno l'abbiamo fatto solo stasera.
Troppo tardi.
Ma l'abbiamo fatto.
Checcristo.
Non potevamo saltarlo!
Signori e signori, per la gioia del trash e del metal, ecco a voi...
IRON ON AIR!
In ben due versioni.
Indovinate quale ho fatto io e quale lui.
E votate La Peggiore!




Adesso andate in pace.


Ovviamente:
Dedicato a McA
Va be', pure a Ribbon.

Wednesday, 22 June 2011

"Haselwurm" viaggia...

Haselwurm è stato selezionato all'I'VE SEEN FILMS 2011! Già questo mi rende contenta (si tratta di un festival internazionale bello sostanzioso, date un occhio alla giuria!): amo questo video e le persone che ci hanno messo animaeccore, tant'è che qui sul blog già ne parlai.
Ora, però, Haselwurm deve entrare tra i venti corti finalisti che saranno proiettati a Milano.

...Ci date una mano? :)


Serve registrarsi qui e confermare con la classica e-mail che si riceve poco dopo.
Dopo di che, loggandosi dalla pagina con l'intero elenco di film, basta andare alla pagina di Haselwurm: avviando il video, partirà un conto alla rovescia di qualche secondo, finito il quale si potrà votare. Anche il tempo per votare, però, sarà limitato da un altro conto alla rovescia, quindi occhio.
È un pochino macchinoso, ma non ruba neanche così tanto tempo... ;)

Vorrei essere così - Pì!


Ogni tanto trovo un regalino di Beto nella mia casella e-mail. Foto sue fatte con me davanti (sempre da quel giorno di marzo, quel giorno fantastico, assieme ad Abo, Gianvito, a Beto e alla sua amata Ribbon). Dice che sono io. Sì, sono io, ma io dico che sono io come vorrei essere: in bianco e nero e con questo volto bianco. Vorrei che il mio amato soprabito invernale fosse agganciato alle mie articolazioni, vorrei essere sempre persa in altro (come sembra qui).
Grazie, Betù, per raccontarmi quest'altra me...

Già che ci sono, ricordo a tutti che
con live di L'Idiota.

Andateci per me, vi prego.
E, se volete, leggetevi l'intervistina nuova a questa coppia meravigliosa, Grovigli di nervi in fotografia, che ha il titolo più piùoso che si può.

Friday, 17 June 2011

Dell'invadere un po' l'immaginario di una fanciulla talentuosaffettuosa e bullarsene un sacco. O anche: Greta, ti voglio bene.



Ma che cacchio state pensando?
Io ci dormo fra/sotto/sopra i pesci, mica ci parlo - andiamo, su!
E non mi chiamo certo Andrea - e Andrea non è certo il nome che avrei sempre voluto avere perché è sia femminile che maschile!
E non ho mica la chioma verde acqua.
E poi dai, vi pare che abbia quelle orecchie da mutante?
E NON SONO CERTO RIMASTA NEGLI ANNI SETTANTA, che cacchio dite?! Io sono gggiovane e à la page.
Insomma, come potete pensare che questo nuovo nuovo personaggio di Greta Xella a.k.a. Q abbia in qualche modo a che fare con me?!
Siete totalmente fuori di testa.
(E tu, Gretonna mia, molto di più! ♥♥♥♥)
La settimana prossima prevediamo nottata Q + Eta a parlare incontenibilmente del suo prossimo fumetto: raccontare le idee aiuta a dare loro una forma, si sa, e io adoro confonderle un po', hihihihi!
Ma quanto mi piace, 'sta ragazza?
Mi sa che parleremo assai anche del futuro del nostro figliolo HASHFANZINE (2° numero scaricabile qui, lo ricordo ai ritardatari!) -  il pentolone non sta mai zitto.

Le notti nella sua casina milanese sono sempre lunghe e intense, di quelle che sì-ora-andiamo-a-dormire-ma-però-perché-prima-non-facciamo-un-quadro-? Quella schifosa baldracca ha delle trapppole infallibili e infami, mi chiama lì e poi mi mette nell'orecchio queste idee che non si possono certo far tacere. Meravigliosa adorabile troietta. La prima notte che sono andata a dormire da lei (e dalla sua gattina), abbiamo fatto una tela, per l'appunto, poi pubblicata sul HF N°02.

Ci siamo divertite un sacco; è stato molto liberatorio, ma, al contempo, un bell'esercizio di auto-controllo: abbiamo scelto dei soggetti in cui entrambe sguazziamo (corpi femminili e colli lunghi sono tra i feticismi più gravi e per entrambe), ma ci siamo messe alla prova cercando uno stile che accordasse sia il mio che il suo, senza quindi perdere le rispettive mani originarie. Secondo me ci siamo riuscite. Credo non sia scontato. E qualcosa mi dice che evolveremo queste pratiche malsane di fusione in altri esperimenti. Yeah.

Ci dovreste vedere, da fuori, perderci nei nostri trip e raccontarci di tutto. Non so, ogni volta che sono da lei ci osservo dall'esterno (una parte di me si arrampica sul soffitto e guarda tutto dall'alto) e ci vedo bellissime... Guardo lei, come si arrampica dappertutto (sembra un gatto anche lei, ve lo giuro, perennemente avvitata sulle sbarre del suo letto a castello) e ogni volta mi chiedo come saremo, un giorno, come sarà lei, dove finiremo. Chissà perché questa specie di nostalgia preventiva* me la genera Greta in modo così acuto... Si tratta di una sensazione che ho conosco bene e da una vita, ma con lei nasce automaticamente. Forse perché da quando la conosco (un paio d'anni) l'ho vista crescere a velocità tangibile, l'ho vista scontrarsi contro scogli enormi, l'ho vista abbattersi un po', ma sempre crederci, mai arrendersi, forse non strettamente per coraggio, ma perché, semplicemente, Greta fa parte di quella bellissima schiera di malati che non sarà mai in grado di abbandonare la propria passione (sentirsi devoti a un richiamo è anche una prigionia...). Dicevo, tanti sono i miglioramenti che si è conquistata Greta, che io mi chiedo come diventerà ancora più brava da qui a ---?
Voglio vedere tutto quello che farai, Gre.
E sono fiera di poterne essere un po' partecipe anche io. :)


* Nostalgia preventiva cit. da Carmine Caletti. (Era così?)

Wednesday, 15 June 2011

}GABBIA 21{ ➤➤➤➤➤ TOTEMICA

Bestie mie, il blog è finalmente tornato Eta dorme sui pesci volanti (ed è prossimo a nuovi cambiamenti, fatemi finire 'sta sessione di esami), ho ufficialmente e letteralmente fatto le valigie, abbiamo stuccato le pareti, i ragazzi le hanno ritinteggiate...
...E adesso Una Specie di Spazio è finalmente pronto per il nuovo evento, che verrà inaugurato questo sabato alle 18 (sempre in Piazza Roma 36 a Cremona): TOTEMICA!!!

Totemica è Alice Seghetti, che sul mio blog ho nominato più volte, anche perché adoro i suoi disegni e, infatti, sono felicissima di averla avuto nel 1° HASHFANZINE, nel e sicuramente ancora tante volte!
Con questa scusa della mostra, dopo anni di contatti virtuali, finalmente ci siamo incontrate: la settimana scorsa è venuta da Verona alla Specie di Spazio per incominciare la sua splendida colonizzazione. Quel giorno c'erano anche Anna Cigoli e Renato Florindi, i due Dei che sono entrati nello Spazio prima di me. Insomma, finalmente eravamo lì, tutti e quattro, a far felicissimi i nostri Federico Fronterré e David C. Fragale, che a riguardo ha scritto un post dolce e gongolante. Io gongolavo soprattutto per un'altra cosa, però. L'ultima a destra... Quella che salta:


Di quel pomeriggio c'è pure un video con Alice in azione e pure entrambe le sue splendide cagnoline!

Venite, Nice People!
In your whitest suit
And lion tattoes
In your whitest suit
And your lion tattoes
You've seen it all
Seen it all
Ops, scusate, queste ultime cose non c'entravano un granché...

Alice, in bocca al lupo, con tutto il cuore, sono fiera di passare il testimone proprio a te! ;)

Love,
Eta

Tuesday, 14 June 2011

{GABBIA 20}

Dicevo che Andrea Riboni, oltre alle foto "ufficiali" dei pannelli, ha fatto molto di più... Ecco pronti altri due (anzi, tre*) regali suoi...




Ciò, dopo giorni e giorni in cui si perdeva a guardare i miei disegni, senza dire una parola.
O meglio, sì, tantissime parole, ma dopo. E la maggior parte delle quali a dire quanto ci piace non parlare (magari in seguito al loop di persone che chiedeva l'interpretazione del tutto, domandava, voleva i sottotitoli...).
Quindi, in onore di ciò:

silenzio



*

Monday, 13 June 2011

{GABBIA 19}↬ I pannelli e la performance "Mensa sull'abisso"

Abbiamo le foto dei pannelli ultimati, grazie ad Andrea Riboni, che ringrazio tantissimo, sia per gli scatti che per tutto l'aiuto che ci ha dato.



Abbiamo pure il video dell'inaugurazione, con estratti della Mensa sull'abisso (che, per intero, è durata circa un'ora, o forse più). Grazie mille a Eugenio Villani, che l'ha girato e montato.


La campana tibetana tra le mani di Federico Mecatti - Foto di Ribbon
Prima parte: Alessia Degani e Ialira Donar spugnano di nero la mia pelle - Foto di Ribbon
Attesa delle risposte al sorteggio - Foto di Ribbon
McA, sorteggiato, procura un danno fisico (anche se sembrava una carezza...) - Foto di Giulia Voltini
Ialira Donar, Erica Lanzoni, Maria Caletti, Valeria Muledda e Tamara Fragale, durante la prima parte - Foto di Giulia Voltini
Michelle Soledad Gorr, sorteggiata, procura un danno fisico - Foto di Giulia Voltini


Tamara Fragale sorteggiata, aggiunge un peso al fardello - Foto di Ribbon
Abo, sorteggiato, procura un danno fisico - Foto di Ribbon
Finale cedimento dopo la prima parte - Foto di Ilaria Moorg Borraccino
Alessia Degani prende i fili, le bucce di mandarino, i miei sogni disgregati... - Foto di Ribbon
Valeria Muledda cerca meticolosa dentro la mascella - Foto di Ribbon
Michelle Soledad Gorr, china sul suo cofanetto - Foto di Ribbon
Foto di Ilaria Moorg Borraccino
Foto di Giulia Voltini
Dopo la performance - Foto di Gianvito Cofano
Foto di Gianvito Cofano
Ialira Donar, Michelle Soledad Gorr e dietro Erica Lanzoni - Foto di Gianvito Cofano
 E ora, finalmente, mi prendo un istante per ringraziare una ad una tutte le persone che hanno dato vita con me alla performance Mensa sull'abisso. Ciascuno di loro è stato importantissimo e impagabile. O meglio: li pagherò con i pesci volanti. Ma vorrei tanto poter fare qualcosa di più. Ancora non mi capacito dell'energia e dell'affetto che ho ricevuto per questo progetto...

Grazie a
Alessia Degani
Foto di Ribbon
Alessia è a tutti gli effetti co-autrice della performance.
Mi ha aiutato senza riserve, ha preso il mio cervello e l'ha massaggiato come la pasta per il pane.
Ha anche scritto una cosa sulla Mensa...


Fino a che punto può spingersi il dolore umano?
Quanto le nostre mascelle potranno indurirsi e le nostre costole contrarsi prima di rompersi, esplodere?
C'è l'imite al dolore umano, sì, perchè c'è un limite alla sopportazione di questo.
Arriva il momento in cui le nostre ginocchia non reggono, cadiamo sfiancati.
Stanchi di quel dolore... d'una pienezza che ci porta al vuoto cosmico.
A quel punto non possiamo far altro che risalire, riemergere dagli abissi, aiutati da, che so, pesci rossi, ancelle, volti amici e altri volti... forse maschere, oppure semplicemente persone... uomini che stanno soltanto attendendo la verità e nel durante, si mascherano un po' per non mostrare gli occhi dell'incertezza.
In ogni modo, arriva qualcuno a prenderti per mano, scioglierti i capelli, slegarti e ad iniziare a mettere e togliere, mettere e togliere.
È vero, forse saremo sempre in una gabbia, sta ad ognuno pensarlo o meno, ma è importante ricordare - osservando attentamente intorno a sè - che, ad ogni fardello aggiunto, uno ne viene tolto.
È inevitabile il fardello, ineluttabile il dolore, ricordalo: tu ferisci e, a tua volta, sei costantemente esposto al danno.
Ricorda anche delle mani e dei capelli che sanno sciogliere le tue mascelle contratte e sciogliere i nodi che legano il fardello alla tua schiena.

Grazie a
Ialira Donar
Un giorno Ialira mi notò in Stazione Centrale, a Milano, e poi mi ritrovò sul suo stesso binario.
Sul treno, finalmente, si girò verso di me, senza pudore, e iniziammo a parlare. Ogni nostro dosato incontro è stato un evento, per noi, e abbiamo quasi paura a reiterarlo, perché è come se permettessimo a due vite parallele di specchiarsi: sia io che lei, abbiamo immediatamente visto il proprio io nell'altra, o, meglio, una variante del proprio io - un "io" se avessimo fatto scelte diverse, se avessimo vissuto circostanze diverse. Piano piano, stiamo facendo esplodere lo specchio, però.
Faremo un viaggio. Ce la faremo, maledizione!
Ha scritto qualcosa anche Ialira.


Meraviglioso il gioco del mondo!! Sorpresa è scoprire quale ruolo vestire stavolta! Rinasciamo morendo e vinciamo perdendo, godiamo soffrendo, sorrisi che nascono dalle lacrime e libertà che affonda le radici in una GABBIA.
Poco importa ciò che eravamo o ciò che siamo, in questa voglia di vivere senza dirlo a nessuno, che sta per trasformarsi in passione di esserci.
Inesorabile il cammino della memoria che si nutre solo di ciò che all'origine può essere assimilato, intrattenibile il rigurgito ancestrale di tutto ciò che infetta.
Ottimo veicolo questo corpo di carne, sangue ed ossa come mezzo di trasporto verso l'eterno.

Un sacro grazie a Eta, ben altro che la ragazza dai capelli a mantello e gli abiti sgualciti, per averci messi di fronte alla nostra sacra imperfezione.

Nelle mie fibre Eta, David, Axl.
Nel mio cuore Frèderic, Erica, la mamma di Eta, Valeria, i musicisti e il "pubblico" che ha vissuto con/per noi la performance.
Fra le mie braccia Michelle Soledad Gorr e Maria.

Mensa sull'abisso: per fortuna abbiamo trovato termini anche per definire l'indicibile e per fortuna l'indicibile continua a sottrarvisi.


Grazie a
Valeria Muledda
Frame dal video di Eugenio Villani
Non si può dire con precisione, ma credo che tanti dei germi che mi hanno trascinato in questo percorso siano stati depositati da lei, dalle cose che mi ha fatto scoprire e che mi ha aiutato a tirare fuori, con quei suoi gesti così puliti e necessari...
Quando ha accettato di partecipare alla mia performance, Valeria è stata meravigliosamente irresponsabile, perché non sapeva quasi nulla.
O forse sapeva già.

Grazie a
Ribbon
Dettagli di foto di Ilaria Moorg Borraccino e Giulia Voltini
 Del vortice in cui volevo trascinarla, prima della performance, a Ribbon avevo spiegato solo l'azione, non i tumulti che mi ci avevano portato. Ribbon sembra perennemente lieve e giocosa, vitale e contenta. Ma le foto che scatta, la musica che ascolta e il cinema che ama, fanno spiare ben oltre... Io non le ho spiegato nulla, ho comunicato silenziosamente a quella parte di lei. E quella parte di lei, il giorno dopo, mi ha scritto un sms in cui confessava di essere stata male, ma che era stato un male necessario.
Scusami per averti fatto male, nanetta, e grazie per avermelo lasciato fare.

Grazie a
Michelle Soledad Gorr
Foto di Ribbon
Fedele, algida e fragile, Michelle semplicemente c'è sempre e c'è sempre stata; non ha mai smesso di riporre con cura pezzi di sé dentro di me, spesso senza badare a quanto fosse insopportabile. Mentre cercavo di capire se si trattasse di darle un riparo ed espormi solo a nuovo dolore, ho scoperto che non ne posso fare a meno.
Pubblico un testo che  ha scritto, che non è nato propriamente per la Mensa, ma, in qualche modo, vi dialoga. 
  
Sappi che sei stato un traguardo di Libertà.

Feci piccoli passi verso l'infinito.
Impaurita dal suono dei tuoni che illuminavano il cielo, mi sporcai di fango percorrendo la strada.
Mi ero persa qua e là... E sapevo che sarebbe potuto accadere ancora, ma la pioggia scendeva
dal cielo purificandomi un po'.
Mi sentivo di nuovo bambina, la prima volta, sulla bicicletta. Pedalando, pedalando contro al vento.
Ginocchia sbucciate e sangue asciutto su pelle di seta.
Ricordai quel pezzo di strada compiuto prima di perdere l'equilibrio e cadere, come un traguardo di libertà.

Oh, eccomi infine giunta qui dopo mille e una caduta.
O forse un milione.

Quante attese passate e quante ancora devono arrivare prima di veder sorgere il sole.
Ma ogni tanto si ha l'onore di ammirare l'arcobaleno.

Mi legherò braccia e piedi e lascerò che il vento mi culli.
E che Tu mi distrugga se è questo che vuoi.
Oppure che tu mi salvi.

Grazie a
Erica Lanzoni
Foto di Giulia Voltini
Io ed Erica avremmo voluto che durante la performance lei tenesse in mano un coltello a lama doppia (ossia, senza il manico). Poi non abbiamo fatto in tempo a realizzarlo. Ma quello è l'esatto simbolo di ciò che ci unisce. Siamo per mano nella tempesta, piccola Sonica...

Ha scritto delle cose molto preziose.


È stata una cosa talmente intima...
La sera stessa ho visto troppe reazioni diverse, volevo solo starne fuori, troppe parole confuse...
Ho pensato «Non abbiamo giocato... Non è stato un gioco.»
Il giorno prima ero entusiasta, volevo giocare con Eta, fare un rito... Poi mi sono trovata lì... Praticamente a fare da spettatrice...
Non avevo mai assistito alle prove... Mi sono trovata là in mezzo... La campana tibetana ha iniziato a schiacciarmi il cervello, ho rischiato più volte di perdere i sensi, e intanto guardavo Eta ma non la vedevo, avevo paura di cadere e mi chiedevo se era il caso di allontanarmi lentamente, mi chiedevo come avrebbe reagito la gente se fossi caduta a terra... Nei riti spesso si andava in trance... Quindi sono rimasta... Studiavo la gente... Era impaurita... Se ne andava per non rischiare di essere troppo coinvolta... Aspettavo il mio turno, ma non è arrivato.. Guardavo il cane estremente tranquillo e mi chiedevo se fosse sordo... Poi finalmente il didjeridoo ha iniziato a cullarmi, il sangue ha ricominciato a circolare.
Guardavo Eta, ero ipnotizzata... Mi sono inginocchiata di fronte a lei e ho fatto quello che dovevo, ma volevo accarezzarla, volevo che tutti la amassero come me...
Poi non ce l'ha più fatta, è crollata, e finalmente le lacrime, tante persone le hanno nascoste, lo so...
Diverse volte ho visto Eta crollare e rinascere e tante volte lei ha visto me, ma così, in pubblico, è stato fortissimo. Si è aperta e denudata realmente, e questo è il suo coraggio e la sua forza. Io e lei da anni ci succhiamo energia, quella sana, ci rigeneriamo, me ne tolgo per dargliene e quando mi serve gliela riprendo, ci guardiamo nelle budella e ci svuotiamo.
Vederla crollare nella consapevolezza che "è anche per colpa mia" ti uccide.
 
Riporto qualcuna delle considerazioni origliate tra la gente fuori:
«...Si vede che è umile, non fa l'artista a tutti i costi...»
«...Ormai queste cose si possono fare solo nel contesto dell'arte, perché la gente non ci crede più nei riti... Ma non bisogna scherzarci, perché funzionano davvero...»
«...Sta bene con la pelle nera...»
«...Io non so dire se mi è piaciuto o non mi è piaciuto... Cioè...»
«...È molto vicino alla visione cristiana...»
«...Sono contento che non mi abbia chiamato...»
«...Però non ha messo davanti ad una vera scelta... Cioè, non si poteva scegliere...»

Grazie a
Maria Caletti
Il ruolo di Maria, forse, era il più difficile.
Non è giusto lo spieghi, però posso dire di essere contenta di averlo affidato a lei, che è sangue del mio sangue e ha condiviso milioni di volte il mio stesso punto di vista.
Maria vede molte cose. E ne capirà sempre di più. Probabilmente, molte più di me.
Aspetto il giorno in cui, anche se lei è più giovane di me, andrò da lei per imparare.
Ma forse già lo faccio.

Grazie a
Andrea Carasi
Storicamente, Andrea è un bassista e, nonostante gli anni di pratica e studi che ormai lo rendono un esperto, credo che lui non perderà mai la sua attitude totalmente più punk, più grunge, più noise. Come speravo, essendo anche un violoncellista che ha però in sé la ritualità del rock, del concerto rock, Andrea si è fatto prendere tantissimo da quest'esperienza, e ha trovato il suo piccolo magico modo di viverla...

Grazie a
Federico Mecatti
Federico quasi non mi conosceva ed in più è stato avvisato davvero tardi, ma, con una generosità rara, ha subito accettato e ha suggerito tante piccole cose cha hanno arricchito tantissimo quello che avevo in mente, sposandolo perfettamente: com'è subito entrato pacificamente dentro tutto, è stato un vero regalo inaspettato.


Last but not least, grazie a tutti coloro che sono venuti, sia durante la residenza creativa che all'inaugurazione, grazie a quelli che durante la performance sono rimasti immobili, a quelli che hanno partecipato attivamente, fotograficamente (Ilaria, Giulia, Abo, John, nonché Ribbon...), o iper-mentalmente, grazie a tutti...

Fede, David, voi due non posso ringraziarvi qui...


Chiudo con un'ultima impressione, arrivataci dalla nostra Stefania Mattioli, un'altra presenza un po' magica attorno alla Specie di Spazio...

Parole in libertà sulla Gabbia dove Eta sacrificale si è tinta di nero.
Moderna vestale neogotica, quasi una sorta di profanazione salvifica del sacro sepolcro, Eta è parsa come un Icaro femmineo prigioniera del Suo sogno creativo.
Invano ha tentato di spiccare il volo: piedi saldi al suolo legati dall'ineluttabile laccio, corpo appesantito da un fardello che in pochi hanno eluso.
Perchè ciò che deve accadere accadrà comunque.
Nella scatola luminosa di unaspeciedispazio era bello osservare le ancelle scalze, il rito dei gesti, gli sguardi astanti e silenziosi, i pesci volanti, il musico silente.
Quadro nel quadro, performance nella performance sono stati il pubblico accovacciato a terra, i fotografi a caccia dell'estetico istante, il bimbo curioso che si interrogava
sul perchè il cucciolo di bassotto avesse le unghie chiedendo il permesso di "accarezzargli gli occhi".
Anche gli scettici son tornati a casa con le mani colme di briciole grigie e un ricordo animato fatto di sospiri e colore, di attese e aspirazioni vitali.


Ciao mondo,
buoni terribili viaggi dentro e fuori dal muro...

Sunday, 12 June 2011

SÌ SÌ SÌ SÌ /// Preghiera doppia

1 - Non abbiate altro dio al di fuori di Farrokh Bulsara.

2 - Votate SÌ SÌ SÌ SÌ, vi prego. Non possiamo permetterci anche questo errore.
Se potete, fatelo il prima possibile: vedendo qualche speranza, si smuoveranno anche gli indecisi! Aiutate il tam tam fino all'ultimo sprint e ricordate l'appuntamento in giro!


Immancabilmente, quegl'implacabili di Spinoza hanno scritto un post incontenibile: Maltempo si spera! Godetevelo tutto.


Io sono fiduciosa.
Se perdiamo, mi trucco di verde nuclere per sei mesi*.
Dai.
Non tradiamoci.

*Una scommessa così non la leggevo dai tempi di Paperino... :D

Saturday, 11 June 2011

Beto&Ribbon espongono /// I Signori del Contrasto

Se siete della parti di Firenze, alzate i glutei per andare al GLUE Alternative Concept Space: dal 14 giugno (giorno dell'inaugurazione con concerto de L'Idiota) al 29 ci sarà una mostra fotografica della mia amata coppia al forno, Beto&Ribbon, il tutto accompagnato dai testi di Antonio Silvestri. Che a me fa saltare i nervi, perché fa totalmente piazza pulita, ogni santa volta, di tutti i miei rimasugli di pregiudizi contro le "frasi poetiche" che possono accompagnare una foto. Sì, anche io ho qualche stupido pregiudizio addormentato da qualche parte, ho una certa allergia alla retorica (ho paura di cadervi?), ma adoro quando qualcuno toglie la ruggine e mi fa sentire di nuovo "sana". Ecco, i testi di Antonio Silvestri sotto queste fotografie che già amo smisuratamente, mi scoperchiano completamente il cranio, sempre. E di retorico, per inciso, non hanno un bel niente. Mi dispiace, ma come trovo le sue parole forse non ve lo spiegare. Sono oneste e misurate, ma epiche, desertiche e decadenti al contempo.

Be', la bellezza degli scatti di Beto&Ribbon brilla da sola, per cui vorrei strizzarvi l'occhiolino sull'eleganza delle locandine, fatte da Ribbon, perché le sue doti grafiche sono ancora un territorio che sta emergendo, in un certo senso. Io l'avevo notato da un bel po' (e me ne vanto) e infatti l'arruolai per HASHFANZINE (il 2° numero si scarica qui, spammo per contratto, non me ne vogliate).

Chiudo con delle foto che Beto&Ribbon scattarono durante il bellissimo viaggio toscano mio, di Abo e di Gianvito...

 foto di Ribbon ad Abo tabagista

 again
(verso l'infinito tiro ed oltre...)
Antico corvo rotto di Beto
(Avermi fatto tramutare in un corvo rotto
è un regalo incommensurabile, Betù!)

 Freddy Krueger di Beto
(Ho sempre pensato che Beto abbia molto intuito per i titoli, hahahaha!)

Due fiori neri di Beto
(Amate la gambetta piegata di Ribbon, per favore, è un gioiello)
foto di Ribbon alle mie gambette

Baci scorticati contrastati e profumati,
Eta

Wednesday, 8 June 2011

HASHFANZINE N° 02

È USCITO!!! 
(Si può scaricare qui)
CE L'ABBIAMO FATTA, CAZZO!

ANDATE A VEDERE LA NOSTRA FOTTUTA FANZINE, LURIDI FIGLI DI PUTTANA!

Guardate che bellezze ci sono dentro:

...E questo è solo un assaggino, nell'ordine, di:
Clara Gargano, Beatrice Brignani,
Inoltre ci sono:
(al quale mando un personalissimo grazie particolare, perché sbavo sulle sue cose
da quando ero una scolaretta, quindi costituisce un regalo d'eccezione),
 
Amate il trito cosciente.
Ve lo dice Leonì.
Ve lo dice Leonì, cazzo!

UN BACIO VIOLENTO ALLE MIE ADORATE TROIETTE, GRETA XELLA  E RIBBON,
QUANTO CAZZO VORREI AVERVI QUI PER UN PICCOLO BRINDISI.
E INVECE NO. SEMPRE DISTANZA GEOGRAFICA, FUCK.
AMEN.
 
Ovviamente anche sul secondo numero ci sono le mie strips Bibicidi.
Che tanto lo so che quella romanticinica di Bibi l'amate tutti...



Una tritata grunge a tutti voi e un sacco di cuoricini a tutti quelli che ci stanno aiutando,

Eta


* Per ora vi rimando qui. A breve un post apposta per lei e lo Spazio...