Google+ Followers

Tuesday, 29 March 2011

Estranei, spazi, estranei

È assodato: vedere estranei a contatto, nei treni, nelle metro, nelle sale d'attesa, ... ci fa pensare. Non basta nemmeno l'onda lunga del meraviglioso Il cielo sopra Berlino, perché le cose da dire restano tante (e ognuno ha il suo punto di vista differente).
Così, io, che amo le coincidenze, per una volta non ne trovai, quando, proprio mentre sbattevo la testa su Perché lavori ai ferri?, seppi che Federica Orlati stava lavorando a un cortometraggio che aveva temi vicini: non le trovai perchè, ormai lo so, le idee sono nell'aria. Da qualche tempo questo corto è online e ho piacere a segnalarvelo: Intercity Notte - Appunti di viaggio. Guardatelo, perché, semplicemente, dà davvero.

Comunque, coincidenze o no, le affinità elettive che provo nei suoi confronti restano forti forti forti. Il conto alla rovescia per la fine del nostro triennio universitario è iniziato (io e Federica frequentiamo lo stesso corso), per cui io non posso che augurarmi che, persone come lei, possano restare compagne di viaggio anche in futuro. Anche perché con lei ho sì collaborato, ma, decisamente, non abbastanza. (Proprio con lei e poi con la nostra amata Giulia Trincardi, scrivemmo una storia giusto sulle idee che sono nell'aria, per altro; non proprio su questo, forse, ma anche...)
A proposito, ne approfitto per rimediare alla segnalazione mai fatta di una di queste collaborazioni: il booktrailer di Creazione di Gore Vidal, che ho doppiato. La mia voce è quella di una persona che non ha mai pensato al doppiaggio seriamente (anche se mi è capitato più volte, in questi tre anni, e mi diverte parecchio), quindi niente di che. Ma io ve lo consiglio soprattutto per l'idea audiovisiva che ha avuto Federica. Mi piace tanto quello stile, così "fatto a mano", specie se coronato da un'idea che chiude tutto a dovere.

Be', comunque questo post lo avevo aperto solo per pubblicare l'ultimo tris di ritratti che ho fatto stasera, sulla mia brava linea verde.


La tipa a destra forse mi aveva sgamato, a ritrarla. Il giovincello in centro, invece, era proprio perso via... E forse mi aveva beccato perfino la tipa a sinistra (che in realtà si è seduta quando gli altri due erano già alzati, sono una vera menzoniera, bwhahhaaha). Insomma, mi sa che non sono molto furba a non farmi stanare. Divertente, però, notare come in metro nessuno mi rivolga la parola, nemmeno chi è seduto schiacciato contro di me e di certo nota cosa faccio. Ai concerti, per esempio, le persone a cui suscito curiosità si interfacciano sempre con me, mi fanno domande e commentano. Sul treno, invece ancora, mi capita semplicemente di potermi nascondere meglio (le poltrone sono disposte in modo da creare spazi più inventabili), ma mi capita anche chi rompe felicemente la bolla e mi parla. Questo è uno dei motivi per cui amo disegnare in luoghi pubblici: studio sociologia a modo mio, generando situazioni impreviste, pur nella loro timidissima sobrietà e inoffensività. Tutta una serie di pensieri, questa, che è ancora una volta legata a Specie di spazi di Georges Perec (ne parli qui mesi e mesi fa), nonché ad Una Specie Di Spazio, sia per il suo "manifesto" che per il progetto che mi coinvolgerà lì, prossimamente...

Stay spugnosi,
Eta


P.S.: A ripensarci, tra Perché lavori ai ferri e Intercity Notte una coincidenzina c'è. Ma vediamo se qualche attentissimo ci arriva da solo... Non mi stupirei se non la notasse manco Federica stessa. :)

P.P.S.: Dopo le opere di Wim Wenders e Georges Perec, c'è qualcos'altro che proprio non riesco a togliermi dalla testa che è strettamente legato a questi discorsi, ossia il finale di LMVDM di Gipi. Chi l'ha letto può capirmi, ne sono certa. Quella tavola è come un fantasma del passato, mi torna in mente spessissimo, quasi come se quella porzione della memoria di Gipi si fosse registrata in me come se fosse mia. Quella tavola finale conta nel mio giro inconscio come se fosse un ricordo mio! Dovrebbe dirmelo uno che decodifica le sinapsi, forse, ma ne sono praticamente convinta.

Thursday, 24 March 2011

Freak per sempre

Se credete che fare artwork rock'n'roll sia una figata very cool (come pensavo io fino a qualche tempo fa), ricredetevi: rischiate di incontrare gente ingestibile e stramba come Piero, uno dei qui già nominati koraggiosi krani krea kose, fra cui Jesusmile (fanzine su cui già vennero recensiti Sydrojé e LinFante) e lo Sticarci (il "locale" bolognese in cui a ottobre LinFante suonò pure). (A dire il vero, Piero non fa solo questo, anzi innanzitutto direi che Piero si impegna a scrivere mail non-sense magari proprio di risposta a quelle in cui gli chiedo informazioni prettamente logistiche riguardo il progetto; meno male che ho sempre apprezzato certa eccentricità...)

Be'.
L'artwork qui sotto è per la quasi pronta compilation Smile Of A Jesus Freak, che uscirà assieme al nuovo numero di Jesusmile, a breve.


Aneddoto epico subito: dopo aver visto il disegno, Piero ha commentato:
- Comunque la copertina spacca i culi a montone!
Ma che cosa significherà mai che spacco i culi "a montone"?
Bah.
Per sì e per no, me ne vanto.

Un bacio a tutti e che il Rock vi trapani la corazza attorno al cuore, mondoamormio...


P.S.: Questo era il progetto per cui avevo fatto il bozzetto dell'ultimo post.

Away

Questo disegno è una delle tante foglie secche che non continuerò (avevo fatto molti schizzi e ne ho sviluppato un altro).
Con le foglie secche, però, ho sempre empatizzato.

Wednesday, 23 March 2011

Cose che sono ufficiali ma che preferisco continuare solo a sussurrare

Sono alle prese con un progetto in un luogo particolare di cui ho già parlato parecchie volte: una specie di spazio. Ci sono varie novità che girano attorno a questo posto, ma potete seguirle direttamente sul blog dello spazio. L'ultimo post potrei idealmente pubblicarlo anche qui, perché decisamente appartiene anche al mio percorso, ma un doppione mi pareva inutile, per cui mi limito a segnalarlo.

Insomma, sappiate che potete seguirmi anche di là. :)
(Dove, naturalmente, ci sono anche David C. Fragale e Federico Fronterrè, che devono prepararsi a una pioggia di gratitudine!)

Tuesday, 22 March 2011

Mancherò un po' per esserci meglio

Per stasera lascio solo una foto.

Le cose che ci sono fanno parte delle Mura in cui sono cresciuta.

Vorrei scriverne moltissimo. Ora, qui, ma non solo. Potrei parlare solo di questo per tutta la vita. Prima o poi lo farò. Sarà dura. Sarà indispensabile.


••••••••••••

Il mondo sta impazzendo.
O forse sta impazzendo troppo lentamente.

Sunday, 13 March 2011

Furto di un sussurro


Mattia e Anna.
(Grazie, splendidi...)

Friday, 11 March 2011

Disegno scemo tra una me e l'altra

Purtroppo la maglia della me a destra in realtà non ce l'ho.


Credo di dovermi prendere una vacanza da me stessa per poter lavorare in santa pace...

Tuesday, 8 March 2011

Quindi la magia esiste davvero!

Poche ore dopo aver scritto il post precedente, in cui giusto giusto inneggio alla magia, ho ricevuto un'e-mail di Sibilla.
Chi è Sibilla?
Su Sibilla potrei scrivere un saggio, la sceneggiatura di un lungometraggio, per Sibilla potrei potrei produrre generazioni di illustrazioni e fotografie... Ma c'è sempre quella vecchia storia dello spazio-tempo che ha un limite fisico, quindi per ora rimando e me ne sto buona, ma di certo di lei ne sentirete ancora parlare.
Anche con una spolveratina di gioia orgogliosa, per ora vi racconterò solo che ci siamo conosciute perché lei si era messa a cercare su YouTube video per imparare a lavorare ai ferri, ma... aveva trovato il mio corto. Così, da qualche mese, ci scriviamo e ci sentiamo parecchio. Da subito è scattata la sensazione ancestrale di conoscersi già intimamente. I trasporti reciproci sono stati tanti, insomma, sono stati esagerati. Eppure non mi aspettavo l'e-mail dell'altro giorno. Non mi aspettavo né che sapesse in che giorno compievo gli anni, né che mi facesse un regalo (non ci siamo mai incontrate, per altro - non ancora...). E invece, come se niente fosse, insieme a un breve e allegro testo d'auguri, c'era un allegato in .zip che si chiamava "Scartami". E nello .zip c'erano due tavole...



Dovrei dire qualcos'altro su due tavole? Oltre al fatto che sono rimasta senza parole? Oltre al fatto che sono bellissime?
...Posso solo ringraziare di nuovo Sibilla, perché una creatura rara e preziosa come lei lo nutre davvero il mio cuoricino speranzoso. Per sapere riguardo quali idee e sogni, credo che il suo fumetto sia più che esaustivo, perché dipana l'amore che mi balla nel cervello meglio di come faccia io quando mi dilungo nei miei post. Mi sento pure un po' in imbarazzo, per quest'idealizzazione che mi fa sentire un po' Prof. Eta, ma d'altronde io sono la prima a rendere i miei amici delle divinità. Per cui, che sia...


Grazie, Sibilla. Grazie. :°)
Un bacio per il tuo caos e per il tuo punto di vista sulla complessità.

Friday, 4 March 2011

Catarsi da tasca

Per chi ha il metabolismo troppo veloce, per chi è sempre in viaggio e per chi è perennemente turbato dal duende, servirebbe una magia portatile, un asterisco emotivo da sfilare dai neuroni all'occorrenza, una fuga-promemoria, un rito tascabile che ti aiuti ovunque, in qualunque momento.

Io sono una creatura piccola che contempla a cranio aperto la bellezza e il dramma di tutto il mondo, ma non conosco nulla. Non so se esiste la magia per come la intendete voi, non so come funzionano le cose, rifiuto ogni scienza e ogni religione, mi considero dispersa nel buio più assoluto; tutto ciò che mi resta sono le storie - quelle che raccontano e racconto e quelle che vivono e che vivo. Nelle storie faccio ciò che mi pare. Nelle storie decido che le cose sono magiche se io decido che sono magiche. Così, quella magia portatile l'ho potuta creare io:



La mano che la tiene è quella del mio amico David (la .gif l'ha fatta lui): era il mio pensierino per il suo compleanno. D'altronde, tutte le cose che ho scritto sopra, in un certo senso, me le ha insegnate lui. O forse sono stata io a insegnarle a lui? Non ci ricordiamo più. :)


Sapete qual è un probabile significato dell'etimologia di "abracadabra"?

Io creerò come parlo


Quindi attenti alle parole che usate: ci inventate il mondo.
(Ho paura. Di me, del mondo.
Ho bisogno di una catarsi da tasca...)




Auguri ai Pesci Volanti